Il caso della bambina di 12 anni di Chioggia ricoverata all’ospedale di Padova con una diagnosi di malaria al rientro da un viaggio in Africa riaccende i riflettori su quella che, nel nostro Paese, “è una malattia quasi esclusivamente di importazione”, spiega Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
“Ci sono stati circa 600 casi annui tra il 2017 e il 2023, legati principalmente a viaggi in aree endemiche, mentre quelli autoctoni sono molto rari, con l’Italia libera dalla malattia dal 1970. Tutti i casi che vediamo riguardano viaggiatori infetti di ritorno da zone in cui la malaria è endemica. Ecco perché la cataloghiamo come malattia dei viaggi”, aggiunge l’epidemiologo.
Gli ultimi dati nel mondo e in Italia
Questa malattia, conosciuta fin dall’antichità, nel 2023 – secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – nel mondo ha provocato 263 milioni di casi e 597 mila decessi. Stando all’Istituto superiore di sanità nel 2023 in Italia i contagiati sono stati 798.
Nel 2020 e 2021, a causa delle misure restrittive sui viaggi internazionali per contrastare la pandemia di Covid-19, i numeri della malaria siano scesi rispettivamente a quota 181 e 433. Dopodiché c’è stata una ripresa legata, appunto, ai viaggi. I pazienti sono spesso stranieri che tornano nei Paesi d’origine, ma anche italiani di rientro da viaggi per lavoro (46%), per turismo (26%) e volontariato o missione religiosa (19%), stando ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità.
I sintomi
I sintomi, come riportato sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, compaiono dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta. Sono di varia natura, solitamente febbre, spesso molto alta, mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi scuotenti, tutti sintomi, almeno inizialmente, comuni a quelli di una qualsiasi sindrome influenzale o ad altre infezioni. La patogenicità dei plasmodi è legata alla loro capacità di invadere e distruggere i globuli rossi a cui segue la sintomatologia principale della malattia, rappresentata da accessi febbrili ricorrenti ed anemia.
Come proteggersi
“Prima di un viaggio in un Paese a rischio è importante non dimenticare la profilassi antimalarica – ammonisce Ciccozzi – La malaria infatti è una malattia parassitaria grave, trasmessa dalle zanzare Anopheles in zone tropicali e subtropicali. Non esistendo un vaccino, questi farmaci prescritti dal medico vanno assunti prima di partire ma anche durante e dopo il viaggio”, raccomanda l’epidemiologo. “Ovviamente bisogna sempre associare una protezione contro le punture (zanzariere, repellenti, abiti coprenti)”, aggiunge lo specialista.
Quello della bambina di Chioggia è solo il più recente dei casi di malaria balzati agli onori della cronaca. “A novembre 2024 – ricorda Ciccozzi – abbiamo avuto un caso inizialmente sospettato come autoctono a Verona, che poi si confermò essere stato importato. Insomma, la malaria nel mondo c’è ancora, anche se non abbiamo questo problema in Italia. Ma in termini di Global Health oppure One Health dobbiamo tenere alta la guardia e considerare che prima di recarci in zone a rischio è possibile proteggersi con una profilassi adeguata”.

