Allerta gialla per il maltempo oggi in Sicilia. I danni provocati dal ciclone Harry sull’isola ammontano a 740 milioni di euro, secondo una prima stima resa nota dal governatore Renato Schifani che in giornata si recherà nelle zone danneggiate di Messina e Catania. «Centinaia di milioni» di danni anche in Sardegna, annuncia la governatrice Alessandra Todde.

Alle spalle le immagini della violenza con cui il ciclone Harry per tre giorni ha flagellato con vento, pioggia e mareggiate Sardegna, Sicilia e Calabria, è tempo di bilanci. Il primo dato è sicuramente positivo: non ci sono state vittime. Il sistema di previsione e prevenzione nazionale coordinato dalla Protezione civile ha funzionato bene, grazie alla sinergia con i dipartimenti regionali, le prefetture, gli enti locali, le forze dell’ordine e le migliaia di volontari coinvolti.

Ingenti però sono i danni: spiagge cancellate, strade litoranee distrutte, porticcioli devastati, stabilimenti balneari spazzati via, negozi e strutture ricettive danneggiate dalla furia delle mareggiate con onde alte come un palazzo di quattro piani. La conta è ancora in corso, ma si stimano complessivamente almeno 2 miliardi di euro. Il Consiglio dei ministri si riunirà la prossima settimana, in attesa di ricevere la documentazione completa dalle Regioni e nominerà i governatori commissari per l’emergenza.

«Dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli», annuncia il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci che ha effettuato ieri mattina un sopralluogo in Sicilia, a Santa Teresa Riva (Messina) e a Ognina-Catania, colpite in modo violento.

A Catanzaro per accertarsi in prima persona del disastro nel quartiere Lido provocato da una violenta mareggiata, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha espresso «orgoglio» perché «non abbiamo avuto nessuna perdita, nessun morto e nessun ferito in un evento che ha devastato il sud Italia con un impatto sui territori sotto gli occhi di tutti. Il primo gol che un sistema di protezione civile maturo deve raggiugere», ribadisce, «è la salvaguardia della vita umana, tutto il resto viene dopo. Importante ma viene dopo». Ora però, aggiunge, «è necessario rimettere tutto in piedi subito e risolvere i danneggiamenti perché la stagione estiva è alle porte sui litorali splendidi della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, dove è altissima la vocazione turistica».

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