I fenomeni saranno in esaurimento nella serata. Nelle aree interessate dai rovesci, in particolare sui settori collinari e montani centro-occidentali, saranno possibili localizzati fenomeni di ruscellamento ed erosione, innalzamento rapido dei livelli nel reticolo idrografico minore e frane di tipo rapido su versanti fragili. Nel reticolo idrografico principale dei corsi d’acqua regionali si prevedono superamenti delle soglie 1 nei tratti montani e collinari, con conseguente propagazione nei tratti di valle.
Allerta arancione nelle Marche
Con una nota sul proprio sito, la Protezione Civile delle Marche ha diramato l’allerta meteo arancione. “A partire dalle ore mattutine di giovedì- si legge – si prevedono condizioni favorevoli allo sviluppo e al transito di intensi fenomeni temporaleschi diffusi e localmente persistenti, in particolare sui settori interni e settentrionali, che potranno determinare a fine giornata cumulate localmente elevate. I fenomeni, in prevalenza multicellulari, daranno luogo a frequenti fulminazioni, piogge a carattere di nubifragio, locali grandinate e forti raffiche di vento che potranno determinare criticità ed effetti al suolo, a causa della possibile persistenza dei fenomeni o della poca mobilità per interazione orografica con i rilievi”.
In Trentino estesa l’allerta meteo
La Protezione civile del Trentino ha esteso fino alla mezzanotte di domani l’allerta maltempo per rischio idrogeologico. In base allo stato del territorio e alle previsioni aggiornate che indicano precipitazioni a tratti diffuse nella prossima notte e nella giornata di domani, l’allerta che avrebbe dovuto terminare alle 24 di oggi è stata dunque prolungata. La Protezione civile invita la popolazione a porre la massima attenzione alle condizioni dei luoghi da percorrere, anche con automezzi e veicoli, evitare di avvicinarsi ai corsi d’acqua e alle piste ciclabili prossime che si snodano vicino ai fiumi.
Maltempo, Coldiretti: perdite raccolti fino a 80%
Il maltempo in arrivo sull’Italia si abbatte sui danni causati dal caldo estremo aggravando la situazione nelle campagne dove le perdite dei raccolti arrivano fino al’80% in alcune aree, mentre le aziende agricole sono schiacciate dall’aumento dei costi, tra energia, fertilizzanti e irrigazione per salvare le colture. E’ il nuovo bilancio stilato dalla Coldiretti sui danni causati dai cambiamenti climatici, ponendo ancora una volta l’esigenza di interventi strutturali per salvare il Made in Italy agroalimentare. Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti.
Mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche sono tra i comparti maggiormente colpiti. In Piemonte il quadro è particolarmente grave: nelle aree non irrigue della Baraggia, tra Vercelli e Biella, il riso rischia cali del 70-80%, mentre per il mais si stimano perdite del 50-60% e per i foraggi intorno al 50%. In sofferenza anche i noccioleti, soprattutto gli impianti più vecchi, con cali del 20-30% rispetto alle annate medie. In Lombardia, caldo e siccità hanno costretto molti agricoltori ad anticipare la raccolta del mais, privilegiando il trinciato rispetto alla granella, con una perdita stimata fino al 30%. Anche la soia registra cali fino al 30% in alcune zone, mentre per i fieni si stima mediamente un terzo di produzione in meno. Nel riso il calo medio potrebbe attestarsi intorno al 15%, con criticità particolarmente accentuate in alcune aree della Lomellina.

