Vento e piogge intermittenti. Ma, soprattutto, oltre ai disagi, danni per le campagne tanto che la Coldiretti ha chiesto la dichiarazione dello stato di calamità naturale. La Sardegna, dove già è iniziata una conta dei danni, continua a fare i conti con il maltempo, anche se per il fine settimana sembra essere prevista una schiarita. Gli ultimi due giorni, giovedì e venerdì hanno visto dominare il vento forte e la pioggia tanto che il Centro funzionale decentrato di Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse valido a partire dalle 12 di giovedì e sino alla mezzanotte di venerdì 20 febbraio.
La Protezione civile
«A partire dal pomeriggio di giovedì e fino alla tarda serata di venerdì – si legge nel bollettino – forti venti da ovest-nordovest soffieranno sulla Sardegna, con locali e temporanei rinforzi fino a intensità di burrasca. L’attenuazione della ventilazione è attesa dal pomeriggio di venerdì, con venti che comunque rimarranno forti fino alla tarda serata».
Le ordinanze
In via precauzionale in Gallura si è ricorso a misure di prevenzione. A Olbia giovedì e venerdì il sindaco ha emanato un’ordinanza con cui si prevede la chiusura del parco urbano Fausto Noce e di tutti i cimiteri cittadini e frazionali. Sospese tutte le attività cimiteriali. Anche ad Alghero chiusura delle aree pubbliche e parchi. Divieto di accesso anche per tutti gli altri parchi e le aree pinetate di Alghero e Fertilia, con il divieto di stazionamento, in via precauzionale, in prossimità di aree alberate, litorali, moli e zone soggette a forti mareggiate. I maggiori danni si registrano nelle campagne. Dal nord al sud.
L’allarme Coldiretti
Il panorama è tutt’altro che confortante e a lanciare l’allarme è Coldiretti Sardegna. «La perdita delle produzioni oggi – sottolinea Coldiretti Cagliari – significa meno cibo domani, con gravi conseguenze per le aziende e per l’intero sistema agroalimentare. Ecco perché l’associazione chiede che la Regione avvii con urgenza il monitoraggio delle produzioni danneggiate. Non c’è tempo da perdere». Il colpo più violento delle ultime ore è arrivato dal vento che ha sferzato il Sarrabus, colpendo duramente le campagne di Villaputzu, San Vito, Muravera e Castiadas. Qui il comparto agrumicolo, eccellenza storica del territorio, è stato messo in ginocchio: alle piogge persistenti che avevano già indebolito i frutti si è sommata la furia delle raffiche, che ha provocato una cascola massiccia con quintali di agrumi finiti a terra e ormai invendibili. «Gravi anche i danni alle infrastrutture – denuncia ancora l’organizzazione -: strade compromesse, aziende isolate e blackout prolungati causati dalla caduta dei pali elettrici, con ripercussioni immediate sul lavoro quotidiano e sulla produttività delle imprese agricole».
I problemi al Nord
A fare i conti con gli effetti di questi due eventi è anche il nord dell’isola, dove sono stati colpiti impianti e e strutture aziendali, causando criticità diffuse e danni significativi a diverse realtà produttive. «Siamo di fronte a una doppia emergenza – sottolinea Antonello Fois, presidente di Coldiretti Nord Sardegna –. Da un lato le aziende stanno subendo danni concreti e immediati a causa di piogge e vento, dall’altro emerge con forza il paradosso di un territorio che solo pochi mesi fa ha vissuto una siccità devastante e che oggi vede l’acqua diventare un problema anziché una risorsa».

