PARIGI – Dieci minuti in bicicletta: tanto ha impiegato il responsabile della produzione pelletteria di Hermès per arrivare al nuovo hub di prototipia, ricerca & sviluppo e formazione appena aperto ad Aubervilliers, a nord-est di Parigi, da HModa, la subholding (fa capo alla società di investimenti Holding Industriale di Claudio Rovere) che aggrega 19 produttori italiani di borse, scarpe, abiti e accessori per i grandi marchi del lusso.

Poiché i clienti sono in gran parte francesi, HModa è andata in “casa” loro, aprendo HModa 126, uno stabilimento-showroom di 3mila metri quadrati nell’Île-de-France, a poca distanza dal quartier generale di maison come Hermès, Balenciaga, Chanel e Moynat, con un doppio obiettivo. Il primo è risparmiare tempo e denaro, riducendo i viaggi dei team stilistici francesi e degli artigiani pellettieri e calzolai italiani: per lo sviluppo di un nuovo prodotto servono, infatti, confronti, modifiche e valutazioni ripetute, che finora imponevano un intenso andirivieni tra i due Paesi. «Essere vicini alla sede dei grandi brand è fondamentale per essere più veloci, più efficienti, più sostenibili, e dare un servizio migliore», spiega Claudio Rovere, fondatore e presidente di Holding Industriale e di HModa , che chiuderà il 2025 con 300 milioni di fatturato (+13% sul 2024) e un ebitda a doppia cifra, tornando sui livelli del 2023. Il servizio consiste non solo nel “saper fare” artigianale che porta alla creazione del prototipo, ma anche nel guidare l’industrializzazione della borsa o della scarpa, che per adesso verrà realizzata nel Belpaese.

«Italia e Francia hanno una leadership complementare nella moda – spiega Rovere -: la Francia è la casa di marchi importantissimi e della loro creatività, l’Italia detiene il primato per la manifattura. La scala è quasi di 1 a 10: se in Italia il settore moda allargato fattura 90 miliardi di euro e conta circa 500mila addetti, in Francia ci sono 54mila artigiani con 10 miliardi di valore aggiunto. Si capisce, dunque, l’alleanza che nasce da questa complementarietà». E si capisce anche il secondo obiettivo annunciato da HModa in occasione dell’inaugurazione dell’hub di Aubervilliers, alla presenza delle istituzioni locali: acquisire aziende francesi di piccole dimensioni (5-20 milioni di fatturato) per assicurarsi (anche) il “made in France”, e soddisfare così le esigenze di quei marchi che vogliono continuare a produrre in patria. Il “sogno” finale è realizzare le borse di Hermès, uno dei pochi brand che nella pelletteria non ha mai varcato i confini francesi. «Vogliamo investire nelle aziende francesi qualche decina di milioni – ha spiegato Rovere nel nuovo hub costato 2,5 milioni di euro –, ma con un approccio prudente, per replicare il modello italiano di aggregazione dei terzisti e dare così un’alternativa a quei produttori che, pur volendo continuare a lavorare nella loro azienda, desiderano cedere, per vari motivi, la maggioranza del capitale senza finire nelle mani di un grande brand. Siamo interessati solo ai terzisti e solo a coloro che producono alto di gamma». Il focus in questa fase è sulle aziende di pelletteria e abbigliamento, e sul tavolo ci sono già diversi dossier.

Il nuovo hub, chiamato HModa 126, è anche una “vetrina” del saper fare del gruppo, che al piano terra dell’edificio ha esposto la collezione-mostra di abiti, scarpe e borse “co-Lab 19”, risultato delle collaborazioni tra le 19 aziende HModa. Il messaggio è che il gruppo è in grado di realizzare capi che richiedono l’apporto di aziende diverse, offrendo un servizio completo grazie alle sinergie tra le controllate.

HModa 126 – che Rovere aveva presentato nel maggio scorso a Versailles nel summit per attrarre investitori internazionali promosso dal presidente Emmanuel Macron – punta ad avere 30 addetti, guidati dal direttore generale Gilles Lasbordes e formati dall’Accademia HModa France, grazie alla trasmissione di saperi degli artigiani italiani che arriveranno per periodi limitati dalle aziende di HModa. L’obiettivo, condensato in un’intesa firmata con le istituzioni locali, è offrire percorsi di formazione ai giovani del territorio. «Il binomio Italia-Francia è fondamentale – conclude il direttore generale di HModa, Cesare Luzzana –, essere vicini ai clienti oggi è strategico».

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