Il documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles e alle Camere offre il primo elenco di interventi della legge di Bilancio per il 2027.

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La classifica delle misure della manovra sarà aperta dal capitolo dedicato alla famiglia e alla spesa sociale a cui saranno dedicati 5 miliardi. Al secondo posto si piazza la difesa con 4,5 miliardi (gli altri 2,5 della clausola saranno destinati a spese già previste nei tendenziali) in un podio che si chiude con gli interventi a favore delle imprese per 3,4 miliardi di euro.

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Le coperture

Il grosso delle risorse arriverà prima di tutto dalle banche e settore finanziario, a cui il governo è intenzionato a chiedere altri 5 miliardi (10,5 in tre anni). Anche ministeri e pubblica amministrazione saranno chiamati a mettere mano al portafoglio con un nuovo giro di spending review da 1,2 miliardi, mentre il conto indirizzato al settore dei giochi vale poco più di 700 milioni (replicati anche nel 2028 e misura più leggera nel 2029).

La radiografia della manovra

L’impianto della legge di bilancio, attesa in Consiglio dei ministri già alla fine della prossima settimana per l’invio in Parlamento per il 28 ottobre, è offerto dal Documento programmatico di bilancio (Dpb), inviato nella notte a Commissione Ue e Parlamento. La lista di entrata e spese, avverte lo stesso documento, non è quella definitiva perché «la definizione puntuale degli interventi terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le autorità europee». Il panorama, in ogni caso, non appare destinato a cambiamenti profondi, perché dal negoziato con la commissione non possono arrivare novità rivoluzionarie. In gioco, si legge nel Dpb, c’è in particolare la «migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia», in un riassunto che quindi nemmeno cita la richiesta di flessibilità nell’applicazione della regola della spesa.

Gli interventi

Dalla fotografia scattata nel Dpb, la manovra che nei sogni preelettorali di tanta politica avrebbe dovuto viaggiare con le vele dei “tesoretti” da destinare alle misure pro consenso, mostra in verità una fisionomia più che snella. Tolti i 14,4 miliardi di extradeficit per energia e difesa, al capitolo ordinario della legge di bilancio restano solo 9 miliardi, cifra che prospetta una delle manovre più leggere nella storia della Repubblica. Il suo cuore sarà rappresentato dalla «tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili. All’orizzonte sembra quindi affacciarsi l’aiuto destinato ad anziani e persone con problemi di salute, anticipato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. La griglia del Dpb, invece non ospita al momento i margini di bilancio per il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’aumento da 50 a 60mial euro della soglia di applicazione dell’aliquota del 33%, che appare quindi destinato ancora una volta a tempi migliori. Altro capito centrale sarà quello degli «interventi in materia di sicurezza energetica», che ospiterà anche investimenti sulla rete ferroviaria per l’efficientamento di edifici pubblici a partire da scuole, ospedali, università e impianti sportivi. Un sostegno contro il caro prezzi dell’energia sarà messo in piedi anche per le imprese, in un filone che contemplerà anche contributi per impianti fotovoltaici, la promozione del biometano e la riconversione di impianti a biogas esistenti.

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