Dopo il vertice di maggioranza Meloni-Tajani-Salvini di giovedì 20 novembre, sembra prendere quota nella maggioranza un’ipotesi di accordo sugli affitti brevi: cedolare secca al 21% fino a tre appartamenti in affitto.

Salvini: ragionevole passare dal limite di 5 a 3 appartamenti

Così Salvini racconta l’accordo sugli affitti brevi: “Ci siamo aggiornati, ci sono stati dei passi in avanti, c’è totale convergenza su alcuni punti, cioè ad esempio di ridurre quello che era stato ipotizzato come un aumento di tasse per chi mette in affitto il suo locale, il suo bilocale, il suo appartamento fino al limite di tre appartamenti, cioè il monoproprietario, che mette a reddito per integrare la pensione e lo stipendio il suo appartamento rimarrà alla tassazione attuale, quello che di appartamenti ne ha 20-30 o 50 avrà un aumento di tassazione”.

Il ministro leghista parla ai microfoni di Radio24 all’indomani del vertice di maggioranza sulla manovra, a proposito dell’aliquota della cedolare secca al 21% sugli affitti brevi. Si passa così dal limite precedente di 5 a 3 appartamenti conferma Salvini: “Su questo c’è accordo in maggioranza. Mi sembra ragionevole. Per le grandi proprietà uno sforzo in più ci sta. Per chi ha, e sono tanti in quell’appartamento l’integrazione della pensione o dello stipendio o l’aiuto per il figlio ad andare all’università, mi sembra ragionevole non gravare ulteriormente”.

Anche Forza Italia d’accordo

Anche Forza Italia sarebbe d’accordo nel limitare l’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi a chi ha più di 3 immobili, anche se sui dettagli “bisogna vedere le riformulazioni” dice il capogruppo alla Camera di FI, Paolo Barelli, interpellato in merito, all’indomani del vertice tra i leader di maggioranza sulla manovra.

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