A cento anni dalla sua nascita, Marilyn Monroe continua a esercitare un fascino che attraversa generazioni, culture e continenti. Il suo volto resta uno dei più riconoscibili della storia del Novecento, la sua immagine continua a essere riprodotta, reinterpretata e celebrata. Eppure, dietro la figura scintillante che il mondo ha imparato a conoscere, si nasconde una storia molto più complessa, fatta di ambizioni artistiche, fragilità personali, intelligenza creativa e una costante lotta per affermare la propria identità oltre il personaggio.
È proprio questa la prospettiva proposta da ”Marilyn Monroe: Hollywood Icon”, la grande mostra inaugurata all’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles in occasione del centenario della nascita dell’attrice, venuta al mondo il 1° giugno 1926 con il nome di Norma Jeane Mortenson.
L’esposizione, che resterà aperta a Hollywood fino al 28 febbraio 2027, rappresenta uno degli eventi culturali più significativi dedicati alla diva americana.
L’obiettivo della mostra è ambizioso: superare il mito per raccontare la persona. Non soltanto la star che ha illuminato il grande schermo con il suo sorriso irresistibile e la sua sensualità, ma anche la donna che contribuì attivamente a costruire la propria immagine pubblica e che cercò, per tutta la vita, di sfuggire alle gabbie imposte dal sistema hollywoodiano.
L’esposizione presenta centinaia di oggetti originali: fotografie, manifesti cinematografici, lettere, documenti di produzione, appunti personali, registrazioni audio, sceneggiature annotate e numerosi effetti privati, molti dei quali vengono mostrati al pubblico per la prima volta. Un patrimonio straordinario che permette di osservare Marilyn Monroe da una prospettiva nuova, più intima e meno stereotipata.
L’ingresso alla mostra è concepito come un’immersione immediata nell’universo della diva. Un tappeto rosso accoglie i visitatori, mentre giganteschi schermi proiettano immagini della star che sorride e manda baci al pubblico. Le sue canzoni accompagnano il percorso espositivo e l’allestimento, dominato dal colore rosso, da lampadari scintillanti e dettagli ispirati all’immaginario hollywoodiano degli anni Cinquanta, richiama volutamente il modo in cui gli studios contribuirono a costruire l’immagine di quella che veniva presentata come ”l’innamorata d’America”.

