Nonostante un valore per la sola Italia di oltre 240 miliardi di euro, il turismo non gode di un’adeguata considerazione, soprattutto in Europa. Lo dimostra l’assenza di «un capitolo dedicato nel bilancio dell’Ue». Per questo, dice il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, «iniziamo a scrivere un manifesto per il futuro» che riconosca il comparto per quello che è: un’industria. Un sistema che, dopo il Covid, gira a pieno regime centrando obiettivi importanti: l’ultimo, che Mazzi sottolinea in questa intervista, è il sorpasso italiano sulla Spagna per numero di pernottamenti che porta il nostro Paese al primo posto nell’Ue.

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Ministro, oggi si celebra la Giornata mondiale del turismo: avevate programmato un evento a Roma con gli operatori chiamati a rispondere alla suggestione: “Perché il turismo è industria”. Lei ha detto che si batterà perché il comparto rientri tra quelli strategici. Cosa intende?

In segno di rispetto per la tragica morte di Andrea Moretti, l’operaio 22enne precipitato dal Colosseo, abbiamo deciso di spostare l’appuntamento al 17 o 18 ottobre. La suggestione del titolo proposto è una risposta intenzionalmente secca a tutti coloro che, trattando di turismo, fanno sempre mille questioni e non danno la considerazione che merita, soprattutto in Europa. Da quelle parti il turismo viene spesso sottostimato ed è un errore perché il contributo che porta ai conti nazionali è decisivo. L’università di Tor Vergata parla di un impatto economico per l’Italia tra il 13 e il 18% del Pil, con un valore di oltre 240 miliardi di euro tra diretto, indiretto e indotto. Eppure, nella narrazione, si continua a trattare il turismo come una bella stagione, un comparto, una cenerentola. E qui si apre il tema europeo. Oggi a Bruxelles il turismo non ha il giusto peso. Non ha un capitolo dedicato nel bilancio dell’Unione. È paradossale perché con il turismo “si mangia”, eccome. Per questo iniziamo a scrivere un manifesto per il futuro e reclamiamo più attenzione dall’Europa.

Le imprese chiedono misure di semplificazione.

Siamo pronti. Lavoriamo seguendo le istanze dell’industria. I nostri obiettivi per garantire competitività sono: amministrazione agile, tempi certi e procedure rapide. Questo governo ha già investito in importanti interventi di semplificazione per il comparto ed entro quest’anno contiamo di completare l’opera con un pacchetto di misure per altri rami del settore. Alla prima occasione lo presenteremo.

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