Mentre l’Europa aspetta di capire l’approdo del prevertice convocato da Italia e Germania, con il supporto del Belgio, in vista del retreat sulla competitività che si terrà domani al castello di Alden Biesen- «Gli Stati sono liberi di riunirsi, vedremo quale sarà l’obiettivo della riunione», ha spiegato un alto funzionario Ue – Giorgia Meloni si gode la vittoria di quello che considera solo il primo round della partita: aver sostituito Roma a Parigi nella relazione preferenziale con Berlino.

Il punto con i ministri a Palazzo Chigi

Ieri a Palazzo Chigi la premier ha presieduto un vertice con il vice e titolare della Farnesina Antonio Tajani (Esteri) e con i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Tommaso Foti (Affari europei, Pnrr e Coesione), Adolfo Urso (Imprese) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) per fare il punto sul dossier e consolidare il suo mandato. L’intenzione è proporre misure concrete per favorire l’abbassamento dei costi, a partire da quelli dell’energia. Sul tavolo, interventi sul gettito delle aste Ets e una revisione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism) per evitare il rialzo dei prezzi dei prodotti extra Ue all’ingresso in Europa. Anche concorrenza e tassa sui pacchi tra i temi affrontati.

Il documento italo-tedesco sulla competitività

Ad Alden Biesen, comunque, si partirà dal documento sulla competitività, anticipato su queste pagine il 22 gennaio scorso e condiviso dalla premier italiana e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz nel corso del vertice intergovernativo del 23 gennaio a Villa Pamphilj. Perché non è soltanto una proposta agli altri partner da parte dei Governi delle due principali potenze manifatturiere europee, a suon di semplificazioni e monitoraggio dell’iter legislativo, abbattimento delle barriere interne, attenzione alle Pmi, concentrazione sulle aree a più alto valore aggiunto, spinta al mercato unico per capitali, energia, digitale e Tlc, istituzione di un 28° regime normativo per le imprese innovative, rapida attuazione del principio di neutralità tecnologica nell’automotive.

Un manifesto politico

Il documento è, anche e soprattutto, un manifesto politico che va in direzione contraria alla ricetta di Emmanuel Macron per «il risveglio europeo» illustrata nell’intervista al Sole 24 Ore di ieri. Il presidente francese propone un piano di nuovo debito comune per finanziare difesa e tecnologie? La Germania chiude: servono più investimenti, affermano fonti di Berlino, ma il tema va affrontato «nel contesto del quadro finanziario pluriennale», ossia del bilancio Ue 2028-2034 attualmente in negoziazione. Macron rilancia la «preferenza europea» negli appalti, il cosiddetto “Buy European”? Meloni e Merz privilegiano liberare l’Ue dai «dazi autoimposti» e mantenere un canale aperto sia con gli Stati Uniti, predicando il «pragmatismo» nelle relazioni con Donald Trump, sia con gli altri mercati internazionali (e guardando, dopo il Mercosur, agli accordi con India, Asean e Australia). Il presidente francese non conferma il tramonto del progetto franco-tedesco-spagnolo Scaf per il caccia del futuro? Da Roma il ministro della Difesa Guido Crosetto punge: «Io non penso che si sia consumato un accordo sul Gcap (l’intesa Italia-Regno Unito-Giappone a cui la Germania sarebbe ora interessata ad associarsi, ndr), penso che si sia consumato un disaccordo sul Fcas».

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