La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato ieri sera a cena i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il vertice si è tenuto nella residenza romana della premier. Obiettivo: fare il punto della situazione dopo la sconfitta dei ’sì’ al referendum sulla riforma della giustizia. Senza contare il pressing delle opposizioni perché la premier riferisca in Parlamento sulle linee di indirizzo del governo. Così per Meloni la scelta del nuovo ministro del Turismo è solo uno dei tanti problemi sul tavolo, chimata come è a rilanciare l’azione di governo.

Tra gli argomenti sul tavolo non ci sarebbero state, però, le nomine per le partecipate pubbliche e per i vertici di Consob e Antitrust.

Agenda di governo da ripensare

C’è un’intera agenda che adesso va ripensata. Perché archiviare la riforma della giustizia significa, di fatto, dire addio all’unica riforma costituzionale approvata da questo Governo. Il premierato, che doveva essere «la madre di tutte le riforme», è considerato ovviamente destinato al congelatore. Il Ddl Roma Capitale ha bisogno dei voti del Pd, con il cui concerto è stato scritto.

Il destino della legge elettorale

Resta una sola arma nelle mani dell’Esecutivo: la legge elettorale. È infatti quella su cui scommette Fdi, che ha voluto subito calendarizzarla per martedì 31 marzo in commissione Affari costituzionali alla Cmera. Ma Forza Italia ha messo le mani avanti, per bocca di Giorgio Mulè: «Si deve fare trovano un accordo con le opposizioni». E dalla Lega già frenano, con la richiesta di lasciar perdere l’addio ai collegi uninominali che potrebbe diventare più pressante.

Il nodo carburanti

Ma c’è un’altra agenda nell’agenda che preoccupa Meloni: quella economica. Il decreto Carburanti, che ha tagliato di 25 centesimi al litro le accise su benzina e diesel ma i cui effetti hanno risentito subito degli ulteriori rincari, scadrà il 7 aprile. E non è escluso un nuovo taglio delle accise.

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