L’interrogatorio di Andrea Gervasoni, ex arbitro e supervisore Var indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, è durato oltre quattro ore. Gervasoni, assistito dall’avvocato Michele Ducci, è stato ascoltato dal pm Maurizio Ascione nella caserma della Guardia di Finanza di via Oglio a Milano, dove è arrivato alle 11 e ha lasciato gli uffici dopo le 15. Gianluca Rocchi, invece, non si è presentato all’appuntamento.

Al centro della contestazione c’è la partita di Serie B Salernitana‑Modena, in cui il pm ipotizza che Gervasoni avrebbe sollecitato dalla sala Var di Lissone l’addetto Luigi Nasca a richiamare il direttore di gara Antonio Giua all’on‑field review per rivedere una decisione già presa. Al termine dell’ascolto, Gervasoni ha dichiarato di essersi messo “a completa disposizione” del magistrato e di attendere ora gli sviluppi dell’indagine, senza voler commentare l’eventuale esistenza di una “guerra tra arbitri”.

Ducci ha spiegato che l’interrogatorio ha riguardato soltanto l’episodio di Salernitana‑Modena, precisando che Gervasoni era in un’altra palazzina e non avrebbe avuto alcun contatto diretto, limitandosi a seguire in sala quella che era la partita di Serie A e non quella di Serie B. 

Per quanto riguarda Inter‑Roma, il legale ha sottolineato che si è trattato di una domanda molto rapida, nella quale si è chiarito che Gervasoni non sarebbe intervenuto e che le immagini mostrano come la decisione sia stata presa in circa 15 secondi, senza margine per un cambio di rotta. Ha inoltre espresso la convinzione che l’audio relativo a quella partita non sia stato manomesso. 

Infine, né Gervasoni né il suo avvocato hanno ricevuto domande sulle presunte designazioni pilotate o sugli “arbitri graditi”, sottolineando che “non sono Rocchi” e che l’indagine per loro resta circoscritta all’episodio di Salernitana‑Modena

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