Milano, durante la Milano Design Week, non è solo passerella alla scoperta di arredi e installazioni: è anche un laboratorio gastronomico diffuso, dove il cibo diventa sempre più parte dei progetti del Fuorisalone. Accanto agli eventi più esclusivi e alle partnership, emergono format in cui design e food si contaminano in modo creativo con pop-up e installazioni. Così brand e designer trasformano la città in un’esperienza multisensoriale. Negli ultimi anni, infatti, il food non è più solo “contorno”, ma linguaggio progettuale: si progettano menu, spazi e rituali conviviali come veri oggetti di design, spesso attraverso collaborazioni sorprendenti tra creativi e realtà gastronomiche.
Identità Golose e il Fish Design by Gaetano Pesce
A pochi passi dal Teatro alla Scala, Identità Golose Milano si conferma uno dei luoghi simbolo dell’incontro tra design e gastronomia. Durante la Design Week, nella Sala Ovale ci sarà “At the End of the Rainbow”, installazione a cura di Fish Design by Gaetano Pesce prodotta da Corsi Design, aperta al pubblico dal 20 al 24 aprile (9:30–12:30), che trasforma il colore in un’esperienza visiva e sensoriale, tra forme fluide e sfumature ispirate all’arcobaleno. A completare il percorso, la possibilità di pranzare o cenare immersi nell’installazione: le opere dialogano con gli spazi del ristorante e con la cucina dell’executive chef Edoardo Traverso, da sempre influenzata da estetica e design, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e multisensoriale.
Parmigiano Reggiano e i Suoni della materia
Nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, nell’ambito della mostra-evento “Materiae” promossa dal magazine Interni, il Consorzio del Parmigiano Reggiano presenta “I suoni della materia”: l’installazione immersiva, curata da Otto studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo con il sound design di Studio Azzurro, invita i visitatori a scoprire la Dop attraverso l’udito. Uno spazio circolare, ispirato all’iconica forma di Parmigiano Reggiano, accoglie un “arcipelago” di isole dove le materie prime dialogano con gli strumenti dei protagonisti della filiera (dagli agricoltori agli allevatori, dai casari ai battitori). «Attraverso un sistema interattivo, il gesto del pubblico attiva una stratificazione sonora: dai suoni naturali agli arpeggi musicali, la presenza dei visitatori trasforma l’ambiente in un’orchestra collettiva», spiegano i curatori.
Mutti e la circolarità del pomodoro
Sempre nel contesto di Materiae, in Statale (via Festa del Perdono 7), Mutti dedica un’installazione interamente dedicata al pomodoro, pensata per mostrare concretamente come il pomodoro possa diventare, da commodity, espressione di cura, qualità e sostenibilità. House of Polpa, questo il suo nome, è una struttura autoportante realizzata con 20mila lattine di Polpa Mutti che quest’anno compie 55 anni. Grazie a un’esperienza immersiva, l’installazione contribuisce a raccontare la filiera del pomodoro, dalla coltivazione alla lavorazione, fino alla trasformazione, integrando soluzioni circolari e zero waste, a partire per esempio dalla pavimentazione sviluppata in collaborazione con Mapei, realizzata con resina ottenuta dalle bucce di pomodoro e dagli scarti della filiera.
Franciacorta Studio da Slowear con Luce di Carrara
Per la prima volta Franciacorta va oltre il ruolo di wine partner di singoli eventi e sceglie di raccontarsi con uno spazio proprio. Dal 21 al 25 aprile lo showroom Slowear (Corso Sempione 4) ospita un’installazione immersiva realizzata in collaborazione con Luce di Carrara che racconta Franciacorta attraverso materia, natura e tempo. Un percorso sensoriale tra design, vino e paesaggio nel cuore del Fuorisalone.

