A Milano la corsa a sindaco per la successione a Giuseppe Sala, in vista delle elezioni della prossima primavera, è già accesa. Nel centrosinistra si discute tra primarie e figure civiche come quella di Mario Calabresi, mentre nel centrodestra FdI cerca di evitare divisioni tra Lega, FI e moderati. Le strategie e i nomi in campo delineano un quadro politico complesso e in evoluzione.

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Centrosinistra: la spaccatura sulle primarie e la figura civica

Nel campo progressista, il punto di svolta ruota attorno al metodo di selezione. Il nome di spicco dell’area civica è quello di Mario Calabresi, giornalista ed ex direttore de La Repubblica e La Stampa, il cui profilo raccoglie favori nei sondaggi e l’interesse del mondo riformista. Calabresi ha mostrato aperture verso un impegno civico per la città, ma la sua figura divide la sinistra interna al Partito Democratico. In parallelo, cresce il pressing dell’ala interna alla giunta e al PD: la vicesindaca Anna Scavuzzo ha confermato la propria disponibilità a partecipare a un percorso di primarie, mentre resta centrale la figura di Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in Regione Lombardia. La segretaria del PD Elly Schlein e il sindaco uscente Giuseppe Sala si sono mostrati cauti sull’uso delle primarie, temendo che una competizione interna acuisca le spaccature anziché compattare l’alleanza.

Gli outsider

Nel mazzo dei nomi della giunta Sala compaiono anche l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte e l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, affiancati da figure più giovani come Tommaso Goisis, Lorenzo Pacini e la docente Carlotta Cossutta (nipote di Armando, storico dirigente del Pci, in quota Alleanza Verdi e Sinistra).

Centrodestra: la sfida dei partiti e il ruolo di regia di FdI

Sul fronte opposto, il centrodestra punta a riconquistare Milano con profili politicizzati o di forte radicamento, pur con visioni strategiche differenti tra gli alleati. Forza Italia ha avanzato ufficialmente la candidatura del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, sostenuta da figure moderate storiche della città come Gabriele Albertini e Letizia Moratti.

Tensioni tra Lega e Fi

La Lega, dal canto suo, spinge con determinazione sull’eurodeputata Silvia Sardone, sostenuta dal segretario Matteo Salvini come nome identitario per riaffermare il peso del Carroccio in Lombardia. Sul tavolo del vertice nazionale resta sempre presente anche la figura di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati e possibile punto di mediazione politica. A fare da contrappeso c’è Fratelli d’Italia, il partito di maggioranza relativa condotto a livello locale dal presidente del Senato Ignazio La Russa. FdI ha scelto finora una linea di cautela e regia: l’obiettivo prioritario del partito è evitare la frammentazione della coalizione e le prove di forza premature, mostrando freddezza rispetto alle primarie per favorire una sintesi unitaria capace di intercettare il voto moderato e civico milanese.

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