Con 177 sì, a fronte di 93 contrari (e 3 astenuti), l’Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo per il via libera al decreto Milleproroghe, nel testo identico a quello licenziato con modifiche dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio. L’Assemblea procederà ora all’esame dei relativi 130 ordini del giorno e al voto finale atteso tra la serata di oggi (è prevista una seduta notturna tra le 21 e le 24) e domani mattina.
Il passaggio in Senato
Il provvedimento con le «Disposizioni urgenti in materia di termini normativi» passerà quindi all’esame del Senato dove deve essere convertito in legge entro il prossimo primo marzo (risulta pertanto esclusa la possibilità di ulteriori correzioni).
17 articoli
In 17 articoli (affidati ai commi dell’articolo unico del disegno di legge di conversione) il decreto interviene su un’ampia serie di scadenze di interesse della presidenza del Consiglio e dei singoli dicasteri, come la determinazione dei Lep, la conferma di incarichi commissariali o impegni internazionali, come lo svolgimento delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il testo si è peraltro arricchito nelle fasi finali dell’esame delle Commissioni di modifiche di peso, frutto dell’approvazione di emendamenti di maggioranza e opposizioni, in gran parte riformulate (mentre molte altre correzioni, di entrambe gli schieramenti, anche con pareri positivo da parte dell’esecutivo, sono rimaste tagliate fuori dal voto a causa dell’allungamento dei tempi della discussione in sede referente).

