I dati forniti recentemente dall’Inps hanno evidenziato che gli incentivi per le assunzioni messi in campo dal decreto Coesione sono serviti a sostenere il mercato del lavoro e a spingere l’occupazione giovanile. È, quindi, indubbio che tutte le misure che consentono di limare il costo del personale sono gradite alle imprese ma proprio il successo di queste politiche dovrebbe suscitare alcune riflessioni sui meccanismi che regolano i bonus occupazionali, per renderne la gestione ancora più efficiente e delineare scenari strutturali per le aziende.
Il quadro delle agevolazioni all’occupazione è costituito da benefici eterogenei, sia per quanto concerne i destinatari, sia con riferimento a condizioni e durate. Il risultato pratico è quello che molti di questi bonus – spesso per via di coperture di fondi troppo esigue – hanno durate spot, creando incertezza tra i datori di lavoro e attuazioni a singhiozzo.
L’applicazione delle misure
Poi, non è da sottovalutare il tema delle modalità pratiche della messa a terra di queste misure: dalla previsione normativa all’effettiva fruizione degli sconti da parte delle imprese, il lasso temporale che intercorre è spesso troppo ampio. Considerando gli incentivi del Dl Coesione, le aziende hanno potuto usarli non prima di un anno: infatti, il Dl 60 è stato licenziato il 7 maggio 2024 mentre l’Inps ha fornito le istruzioni operative con le circolari 90 e 91 del 12 maggio 2025. Di fatto, gli aiuti sono stati applicabili da giugno 2025 e gli operatori sono stati costretti ad attivare le procedure per il recupero delle quote dei benefici maturate nel frattempo e non fruibili in attesa delle regole. Anche per l’operatività degli incentivi per datori di lavoro e lavoratori under 35, impiegati nei settori sostenibili e innovativi, sempre introdotti dal Dl Coesione, si è dovuto attendere novembre 2025 (circolari Inps 147 e 148).
La stessa sorte toccherà alle aziende anche nel 2026: le proroghe differenziate dei benefici dispostedal Dl Milleproroghe, comporteranno il rilascio da parte dell’Inps di nuove istruzioni – visto che cambiano gli assetti degli incentivi – per consentire non solo di godere dei bonus sulle nuove assunzioni ma anche di applicarli retroattivamente con riferimento ai rapporti di lavoro agevolati attivati dal 1° gennaio 2026.
Che cosa resterà alle aziende una volta che queste misure saranno arrivate a scadenza? Per l’assunzione di donne rimane la versione standard dei benefici previsti dalla legge 92/2012 mentre, per i giovani, rimane utilizzabile l’esonero under 30 della legge 205/2017.

