Benché fosse in pieno quiet period – mancavano 19 giorni al cda che si è tenuto ieri – le parole e i toni usati il 31 gennaio da Remo Ruffini avevano lasciato trasparire soddisfazione e cauto ottimismo per il 2026, nonostante il rallentamento della moda e del lusso e le tante incognite geopolitiche. L’occasione era stata la sfilata della collezione Moncler Grenoble sulle nevi di Aspen, a oltre 2mila metri d’altezza e con centinaia di ospiti da tutto il mondo. Ieri i numeri hanno spiegato meglio l’umore di Ruffini in Colorado: il 2025 si è chiuso con ricavi a 3,13 miliardi di euro, in crescita del 3% a cambi costanti e dell’1% a cambi correnti.

Moncler, nei boschi di Aspen lo show della collezione Grenoble

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Leggermente diverso l’andamento dei due marchi del gruppo: i ricavi di Moncler sono saliti del 3% a 2,72 miliardi, quelli di Stone Island del 4% a 411,2 milioni e nel solo quarto trimestre c’è stata una vera e propria accelerazione (+16%). Nel periodo ottobre-dicembre ha corso pure Moncler ma “solo” a una cifra (+6% le vendite complessive, +7% il canale diretto).

La calma mostrata alla fine di gennaio da Ruffini, ceo e presidente del gruppo, potrebbe, a posteriori, essere definita olimpica: appena rientrato dagli Stati Uniti ha celebrato la collaborazione con il Brasile per le divise dei suoi atleti, che il 6 febbraio, durante la cerimonia di apertura dei Giochi, sono state tra le più ammirate. A Milano è stata poi inaugurata una mostra che resterà aperta al pubblico fino al 28 febbraio dedicata all’evoluzione della linea Grenoble.

L’atleta brasiliano Lucas Pinheiro Braathen con la divisa creata da Moncler per il team che partecipa a Milano-Cortina 2026

Ma torniamo ai numeri, perché anche gli indici di redditività sono risultati solidi e consentiranno la distribuzione di un dividendo di 1,4 euro: l’Ebit di gruppo (913,4 milioni) è di fatto in linea con quello del 2024 (916,3 milioni) e lo stesso vale per l’incidenza sui ricavi (29,2% rispetto a 29,5% del 2024). L’utile lordo consolidato è stato di 2,446 miliardi, con un’incidenza sui ricavi del 78,1%, in linea con il 2024. Positivi pure i numeri del risultato netto di gruppo: 626,7 milioni nel 2025, 639,6 milioni nel 2024, con un’incidenza sui ricavi rispettivamente del 20% e 20,6%. Migliorata poi la posizione finanziaria netta, che era pari a 1,458 miliardi al 31 dicembre 2025, in crescita rispetto agli 1,308 miliardi registrati al 31 dicembre 2024 e dopo il pagamento di 353,2 milioni di dividendi.

«Il 2025 è stato un anno che mi ha ricordato cosa è importante: una direzione strategica chiara, un’esecuzione precisa e la capacità di tenere la barra dritta, pur mantenendo la necessaria flessibilità in uno scenario sempre volatile – ha commentato Ruffini–. Questo approccio ci ha permesso di chiudere l’anno con solidi risultati, che hanno visto Moncler e Stone Island in crescita in tutti i canali e nei principali mercati in cui operiamo, nonostante una base di confronto particolarmente sfidante».

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