Una vicenda drammatica che, oltre al dolore per la perdita del calciatore trentenne Jesus de Miguel, solleva interrogativi sulla possibile rilevanza penale dell’intervento che ha preceduto il suo decesso.

La morte dell’attaccante del Tenerife apre, quindi, anche una riflessione sul possibile profilo giudiziario dell’accaduto. Per ipotizzare una responsabilità penale del portiere dell’Andorra, Jesus Owono, tuttavia, sarebbe necessario accertare che il suo intervento abbia superato i limiti del normale rischio agonistico e che sussista un nesso causale con la morte di De Miguel. Il contatto, da solo, non sarebbe sufficiente: andrebbero valutate le circostanze dell’azione e l’eventuale presenza di una condotta penalmente rilevante.

Il referto arbitrale e la ricostruzione dello scontro

Un elemento da approfondire riguarda la dinamica dell’incidente e la decisione del direttore di gara di espellere Owono. Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, nel referto arbitrale sarebbe stato richiamato l’utilizzo di “forza eccessiva” durante il contrasto, avvenuto mentre il pallone era ancora giocabile. Un’indicazione che non costituisce di per sé la prova di un reato. L’espulsione, infatti, riguarda la disciplina sportiva e non determina automaticamente una responsabilità davanti alla giustizia ordinaria.

Il dramma di Owono

Il portiere dell’Andorra, secondo quanto riferito dai media iberici, sarebbe rimasto sconvolto dall’incidente e avrebbe vissuto con grande difficoltà le ore successive allo scontro. Le reazioni suscitate dalla vicenda avrebbero contribuito ad accrescere il suo isolamento: il giocatore avrebbe anche chiuso il proprio account Instagram.

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