È morto Beppe Savoldi, 79 anni. Lo annuncia sui social il figlio Gianluca. L’ex attaccante del Bologna e del Napoli fu ribattezzato ‘mister due miliardi’ per il passaggio record dal club rossoblù a quello partenopeo.
«Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore».
Un vero fuoriclasse del gol, un bomber autentico: Giuseppe Savoldi, nato nel 1947 in provincia di Bergamo. La carriera parte con l’Atalanta nel 1965, dove indossa la casacca nerazzurra per tre stagioni. Nel 1968 approda al Bologna, club con cui regala stagioni memorabili: gol a grappoli, il titolo di capocannoniere in Serie A condiviso con Pulici e Gianni Rivera, l’apice assoluto. Con i rossoblù solleva due Coppe Italia.
Successivamente, nel 1975, il Napoli lo preleva per due miliardi di lire – una cifra monstre per quei tempi – ribattezzandolo “Mister Due Miliardi”. A Napoli si ambienta alla grande, conquista un’altra Coppa Italia e si guadagna l’amore del pubblico con le sue reti e il suo temperamento esplosivo. Prima del ritiro, torna per un anno al Bologna e chiude con un’ultima stagione all’Atalanta.
In nazionale collezionò quattro presenze e un gol, dopo aver lasciato il calcio giocato intraprese la carriera di allenatore nelle serie minori, guidando diverse squadre tra C1 e C2 e ottenendo una promozione con il Saronno a metà anni Novanta. Resta il ricordo di un attaccante completo, forte nel gioco aereo e dotato di straordinario senso del gol.

