Corrado Carnevale, ex magistrato della Corte di cassazione, è morto a Roma ieri pomeriggio, 4 febbraio all’età di 95 anni. I funerali si svolgeranno venerdì a Roma.

L’“ammazzasentenze”

Carnevale, nato a Licata, in Sicilia, il 9 maggio 1930, è stato presidente di sezione in Cassazione e per anni è stato associato dai media al soprannome “ammazzasentenze” per una serie di annullamenti di sentenze e rinvii, spesso legati a vizi di motivazione o questioni procedurali. È stato uno dei simboli del peso del giudizio di legittimità e di quanto le regole del processo possano incidere sull’esito anche dei procedimenti più delicati.

Le polemiche degli anni Novanta e il “monitoraggio”

Negli anni Novanta, la preoccupazione per alcune decisioni attribuite alla sezione che Carnevale presiedeva contribuì a renderlo un nome centrale nelle discussioni sull’efficacia della giustizia antimafia. Secondo la Fondazione Falcone, nel contesto del maxiprocesso, lo stesso Giovanni Falcone – allora a Roma al ministero – avviò uno “screening” sulle pronunce della sezione per evitare ritardi e criticità nel percorso verso la sentenza definitiva.

Processi, accuse e assoluzioni

Carnevale è stato coinvolto in procedimenti giudiziari, anche con l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, ma il suo percorso giudiziario si è chiuso con l’assoluzione definitiva.

Sospensione, rientro e pensione

Nel pieno delle polemiche, Carnevale fu sospeso dal servizio nel 1993 fino al 2007, quando rientrò in Cassazione (in altra funzione rispetto a quelle precedenti), prima del pensionamento, arrivato nel 2013.

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