“SARLI”, il titolo della Mostra che si terrà al Museo della Moda di Napoli dall’11 dicembre al 31 maggio. Un evento che vuole ricordare e omaggiare il grande couturier napoletano: 22 i suoi preziosi abiti che sono stati restaurati e verranno esposti.

Napoli, al Museo della Moda apre la Mostra dedicata allo stilista Fausto Sarli

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Nelle sale del Museo della Moda di Napoli – unico museo pubblico della moda in Italia in un contesto di realtà private, sito nell’edificio tardo barocco sede della storica Fondazione Mondragone, nel cuore dei Quartieri Spagnoli -la mostra si articola in un percorso dedicato al grande couturier napoletano Fausto Sarli, che negli anni ‘60 portò nell’alta moda internazionale la prestigiosa tradizione della sartoria napoletana, facendo del taglio impeccabile e delle linee scultoree la cifra distintiva delle sue creazioni. Voluta e ideata dall’avvocato Maria d’Elia, Presidente del Museo, e curata da Paola Maddaluno, l’esposizione è sostenuta dalla Regione Campania, patrocinata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e in dialogo con l’Archivio Sarli.

Dopo un lungo e accurato restauro, dunque, tornano allo splendore originario ventidue abiti donati da Sarli alla sua città nel 2003 e parte della collezione permanente del Museo della Moda di Napoli. E’ possibile ammirare la collezione “Polinesia” con i motivi floreali, e le spettacolari cappe e i colori decisi alla collezione “Cerchio”, che gioca intorno alla perfezione della figura geometrica ricreandone la forma nel corpetto o con pieghe ad ali, fino alla collezione “Diva”. La mostra è un viaggio completo intorno alla produzione di Sarli che va dalla metà degli anni ‘50 agli inizi degli anni 2000. Un tributo al grande tagliatore che, pur avendo raggiunto la fama internazionale ed avendo vestito alcune delle più celebri dive del cinema e dello spettacolo, da Lucia Bosè a Mina, da Liz Taylor a Carla Fracci, da Ornella Vanoni a Carla Bruni, si è sempre definito un sarto, ed è proprio in questa vocazione alla sottrazione che risiede la sua cifra stilistica, ma anche la sua personalità schiva e sfuggente.

Nella sala della mostra dedicata alla sezione “Concetto” è esposto il tubino in chiffon nero da cui tutto ebbe inizio. Smanicato e impreziosito da un’arricciatura sul davanti, questo modello, di incredibile valore storico, valse allo stilista, nel 1954, il Premio S.I.A.M. al primo Concorso Nazionale per Figurinisti, indetto durante il Primo Congresso della Moda, dell’Abbigliamento e del Tessile, promosso dal Centro Mediterraneo della Moda e dell’Artigianato alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Tra i più originali abiti espositi vi sono anche due capi di haute couture della collezione primavera-estate del 1969 indossati da Liz Taylor, il tubino in cady di seta nero, con lo scollo drappeggiato rifinito da jais tono su tono e lo “scollo ad acquasantiera” indossato nel 1961 Mina.

A conclusione della mostra una video-intervista dedicato a Bonizza Aragno Giordani, storica del costume e della moda. Cara amica di Fausto Sarli, nel 2003, ha fortemente sostenuto e contribuito alla donazione dei 50 abiti di haute-couture del maestro custoditi presso il Museo di Napoli. L’installazione, firmata da Michele Iodice, amplifica la forza scultorea delle creazioni, trasformando le sale del museo in un paesaggio di luce e ombra, attraverso l’uso dell’oro e del nero che riprendono i colori dell’etichetta Sarli.

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