La Nato non è gli Stati Uniti ma gli Stati Uniti rappresentano il grosso della forza operativa della Nato: non si può che partire da questo grande paradosso per inquadrare la presenza degli Usa in Europa. Un dato su tutti. Se si guarda alla spesa militare totale dell’Alleanza, il 60% (dati del 2025) viene dall’America (ovvero 980 milioni di dollari) contro i 657 di Europa e Canada (che insieme mettono il restante 40%). Gran totale: 1.637 milioni, di gran lunga il valore più alto al mondo.
Truppe e basi
I numeri precisi variano nel corso del tempo ma, sempre stando ai dati del 2025, gli Usa mantengono in Europa circa 90mila militari dislocati in oltre 40 basi, che vanno dalla Groenlandia alla Turchia. La maggioranza è concentrata nell’Europa centrale, soprattutto in Germania, Italia, Polonia e Regno Unito. La Germania, in particolare, rappresenta il cuore della rete americana nel Vecchio Mondo, con circa 50mila uomini distribuiti in 7 strutture. Ramstein è considerata la più importante base aerea statunitense all’estero ed è sia un centro logistico chiave che un hub per diversi centri di comando. In Italia si trovano invece 13mila uomini, in Polonia 14mila, nel Regno Unito 10mila, in Spagna 4mila (molto importante la base navale di Rota) e in Romania più o meno 2mila (la base di Costanza è in grande espansione e supererà quella di Ramstein per estensione). In Europa in sono presenti nove guarnigioni dell’Esercito degli Stati Uniti (USAG): 5 in Germania, 1 in Belgio, 1 in Italia, 1 in Polonia e 2 nel Mar Nero (Romania e Bulgaria). La Francia, invece, non ospita alcuna base e opera un sistema di deterrenza nucleare indipendente.
I comandi
La Germania, anche qui, è centrale. Il quartier generale EUCOM – European Command – si trova a Stoccarda, accanto al Comando Africa, ed è guidato dal generale Alexus Grynkewich, che è anche il Comandante Supremo Alleato (Saceur). Sempre a Stoccarda si trovano i quartier generali dei Marine e delle Forze Speciali. Ramstein, invece, è la casa di Aviazione e Spazio (oltre che del Comando Aereo Alleato). La Marina, invece, è acquartierata a Napoli. Molte di queste basi sono interoperabili con la Nato, il che significa che le truppe statunitensi collaborano con gli Stati alleati per garantire la coesione tra i processi, le tecnologie, le reti informative e il personale.
L’ombrello nucleare
Le forze statunitensi gestiscono anche l’arsenale atomico in Europa. Nei primi anni della Guerra Fredda, infatti, gli Stati Uniti hanno istituito un programma di condivisione nucleare attraverso la Nato e, attualmente, si ritiene che siano stoccate circa un centinaio di bombe B16 – ovvero armi tattiche di dimensioni ridotte – in Belgio, Italia, Paesi Bassi, Germania e Turchia. Nessuno, però, può utilizzare queste armi senza l’autorizzazione degli Stati Uniti.
Lo scudo missilistico
La difesa dalle minacce aeree, vecchie e nuove, viene garantita dall’Integrated Air and Missile Defence della Nato con base, appunto, a Ramstein. Sviluppato continuamente dagli anni ’50, mette in rete tutte le capacità alleate: batterie missilistiche di corto-medio-lungo raggio (Iris-T, Samp-T, Patriot), sensori, satelliti, jet e navi. Gli Usa però mantengono in Europa anche il loro sistema protettivo avanzato Aegis sia attraverso la versione navale – con i vascelli intercettori – sia quella terrestre, con basi in Romania e Polonia.
