Quello di Ankara è già stato definito un vertice storico, per gli impegni presi dagli Stati sulla spesa militare, il rafforzamento della posizione di Trump, il nuovo peso della Turchia e le sfide della deterrenza europea. Non a caso lo slogan era: “Un’Europa più forte in una Nato più forte”.
Il 36esimo vertice dell’Alleanza si chiude con l’annuncio di “oltre 50 miliardi di dollari” di commesse militari, per rafforzare la capacità di difesa, a cui si aggiungono 70 miliardi di euro in “equipaggiamento militare all’Ucraina”. La dichiarazione finale nelle prime righe riafferma “l’incrollabile impegno per la difesa collettiva”. La Russia viene definita “minaccia a lungo termine da contrastare” e si sottolinea il rispetto degli impegni presi l’anno scorso all’Aja: “Nel 2025 gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato i loro investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari”.
Poi il riferimento all’Ucraina, che “contribuisce alla sicurezza transatlantica”. Gli Alleati si dicono uniti nel loro “incrollabile sostegno”, in maggioranza a carico di Europa e Canada. Per il 2026, dunque, 70 miliardi di euro e l’impegno a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. Nelle conclusioni, dedicate al Medio Oriente, gli Alleati ribadiscono che “l’Iran non deve mai possedere un’arma nucleare e invitano il Paese a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

