Il testo è pronto e giovedì scorso è atterrato, come promesso, sul tavolo delle associazioni di categoria. Il ministero delle Infrastrutture ha trasmesso la nuova bozza di decreto sul foglio di servizio elettronico degli Ncc, aprendo l’ultimo passaggio prima dell’adozione definitiva dopo le sentenze che avevano azzerato il precedente impianto. Ma non è detto che sia questa l’ultima partita della legislatura per il settore taxi e Ncc. Il governo potrebbe infatti tornare alla carica – riferiscono fonti vicino al dossier – e inserire in un emendamento o in un treno normativo una nuova stretta per le auto nere. Ma intanto il ministero guidato da Salvini ha riscritto integralmente il decreto del 16 ottobre 2024, un provvedimento dalla vita tormentata. Il Tar Lazio lo aveva annullato a agosto scorso eccependo che il ministero avesse superato i limiti fissati dall’articolo 11 della legge 21 del 1992, trasformando un atto tecnico in una disciplina sostanziale del servizio. Non solo: la Corte costituzionale ha richiamato il principio di proporzionalità e quello di neutralità tecnologica, censurando un modello che imponeva una piattaforma unica e vincoli operativi considerati eccessivi.

Stop ai paletti

Come già annunciato dal Sole24Ore, il nuovo schema si svuota delle zavorre normative che avrebbero ostacolato la concorrenza, come avevano eccepito i giudici. Spariscono i venti minuti di sosta obbligatori tra una corsa e l’altra. Il nuovo schema si limita a dettare le specifiche tecniche della nuova forma digitale del Foglio di servizio. L’articolo 1 prevede che, decorso il termine transitorio, gli operatori provvedano «alla compilazione e tenuta del documento esclusivamente in formato elettronico, ad integrale sostituzione della versione cartacea». Trascorsi sei mesi dall’entrata in vigore, l’obbligo sarà dunque assolto solo in modalità digitale. Nel periodo transitorio resta ammesso il cartaceo. Sono tenuti all’adempimento gli operatori Ncc iscritti al registro elettronico nazionale Rent con le esclusioni già previste dalla normativa vigente.

I dati obbligatori

L’articolo 2 elenca i dati obbligatori: targa del veicolo, nome del conducente, data, luogo e chilometri di partenza e arrivo, orario di inizio servizio, destinazione e orario di fine servizio, oltre ai dati del fruitore del servizio. Ogni foglio è riferito a un unico servizio e a un solo conducente. Deve essere generato prima dell’inizio della corsa e registrato al termine. Il testo precisa che «ciascun foglio di servizio elettronico è generato prima dell’inizio del servizio e registrato al termine dello stesso servizio» e che, dopo la registrazione, «i dati inseriti non sono modificabili» a eccezione di luogo e km di arrivo, nonché ora e data di fine servizio. Le eventuali variazioni consentite devono risultare tracciate. È inoltre richiesta una marca temporale o «altro meccanismo equivalente, idoneo a garantire la certezza della data e dell’ora». Un passaggio rilevante riguarda la conservazione dei dati che vengono fissati nel limite massimo di 60 giorni, un termine che però dovrà passare al vaglio della legge sulla privacy e che inizialmente era stato previsto al tavolo della trattativa con il Mit in 15 giorni.

Le reazioni

Attendiste le associazioni di categoria che aspettando di approfondire i contenuti per esprimere un giudizio. Solo Federnoleggio sale sugli scudi bocciando la nuova bozza come “inopportuna”. Per il presidente Giuseppe Contrafatto “siamo di fronte all’ennesimo tentativo di decidere per decreto ciò che spetta al Parlamento, un metodo che respingiamo con forza”. L’associazione ricorda che la materia “è attualmente all’esame della IX Commissione Trasporti della Camera, con un’indagine conoscitiva in corso e ben due disegni legge di modifica della legge di settore”.

Condividere.
Exit mobile version