Si è parlato tanto, nelle due settimane delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina e nelle settimane che ne hanno preceduto l’avvio, dell’impatto economico generato da questo evento. La cifra diffusa dalla stessa Fondazione Milano-Cortina , circa 5,3 miliardi di euro, tiene conto degli effetti diretti dei Giochi sui territori coinvolti (tra opere realizzate e flussi turistici generati), ma altrettanto importanti sono gli effetti a medio-lungo termine sul sistema Paese, in termini di sviluppo economico e sociale.
La ricerca di Intesa Sanpaolo
Su questi aspetti si concentra lo studio «Lo sport, volano di sviluppo e motore di crescita sostenibile» realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che analizza i ritorni positivi sulle filiere produttive del made in Italy, da quelle più strettamente connesse all’ambito sportivo, fino a quelli della filiera agroalimentare o del design, ma anche i possibili impatti sulle abitudini e gli stili di vita degli italiani, come la diffusione delle pratiche sportive e il loro sostegno da parte di soggetti pubblici e privati, attualmente inferiori alla media europea, sebbene in aumento rispetto al passato.
«È presto per quantificare gli effetti materiali delle Olimpiadi sull’industria italiana – spiega Giovanni Foresti, responsabile Regional Research della Direzione studi e ricerche -. Ci aspettiamo effetti importanti, che valuteremo progressivamente, soprattutto nei territori interessati dall’evento, quindi la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige». Il Veneto, in particolare, vede una forte concentrazione di produzioni legate allo sport, dal calzaturiero e lo sportsystem di Montebelluna alle Biciclette di Padova e Vicenza, fino all’occhialeria di Belluno. «Le Olimpiadi hanno dato grande visibilità in tutto il mondo al nostro Paese e ai suoi prodotti, con importanti ricadute positive di immagine che potrebbero tradursi in un aumento di competitività per le nostre aziende», aggiunge Foresti, precisando che tali benefici sono attesi anche per i distretti produttivi di altri territori.
Correlazione turismo sportivo-esportazioni
È interessante infatti notare che – secondo le analisi realizzate da Intesa Sanpaolo nel periodo 2019-2024 – esiste una relazione positiva tra «l’andamento dell’export per mercato di sbocco dello Sportsystem di Montebelluna e l’evoluzione delle presenze di turisti stranieri nelle montagne del Veneto e del Trentino-Alto Adige». L’aumento di turisti tedeschi, americani, francesi, spagnoli o coreani è stato cioè accompagnato da più vendite del distretto in questi mercati.
Il tessuto produttivo italiano è specializzato nella produzione di beni legati alla filiera dello sport, si legge nello studio: l’Italia è quinta a livello mondiale in questo ambito, con una quota che sfiora il 4%, superiore alla quota complessiva della manifattura, a conferma della sua specializzazione nel comparto sportivo. Oltre ai distretti già elencati, lo studio di Intesa Sanpaolo cita altri cluster di successo presenti in altre aree del territorio italiano, tra cui le biciclette di Cuneo e di Bergamo, gli articoli sportivi di Forlì e Cesena, le attrezzature da sub di Genova, gli integratori alimentari della Lombardia.
