I 20mila lavoratori delle 820 aziende dell’occhialeria presenti in Italia tra piccole, medie e grandi, avranno un aumento complessivo di 204 euro per il triennio 2026-2028. A Belluno, l’Anfao, l’associazione confindustriale dei fabbricanti di articoli ottici e i sindacati di settore, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, hanno infatti sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto di lavoro Occhiali ed Occhialeria che era scaduto meno di un mese fa, lo scorso 31 dicembre.
La firma alla vigilia del Mido lancia un chiaro segnale di fiducia
La presidente di Anfao, Lorraine Berton, in arrivo a Milano per l’apertura della fiera dell’occhialeria Mido, spiega che «in una fase di incertezza dei mercati internazionali, che inevitabilmente incide sugli equilibri economici e produttivi delle imprese, il settore ha scelto di lanciare un segnale chiaro di fiducia. La conclusione positiva di una trattativa rapida e pragmatica dimostra la volontà delle aziende di investire sulle persone e di rafforzare, anche in un contesto complesso, le basi per affrontare le sfide che ci attendono». La Vice Presidente con delega alle Relazioni Industriali Sabrina Paulon aggiunge che «l’accordo raggiunto rappresenta il punto di partenza per un impegno condiviso: da domani tutti, ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, saremo chiamati a lavorare con determinazione per rispondere alle grandi sfide poste dai mercati. Un risultato equilibrato che conferma il valore del dialogo e della capacità di trovare soluzioni concrete in tempi rapidi».
Importanti risposte sul piano economico e normativo per i sindacati
A questo proposito i sindacati sottolineano che è «un rinnovo contrattuale importante ad un solo mese dalla scadenza». Per Sonia Tosoni, Raffaele Salvatoni, Livia Raffaglio, rispettivamente segretari nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, questo accordo, «punta a rafforzare le relazioni industriali per il rilancio del settore e dà risposte certe alle lavoratrici e ai lavoratori non solo in termini economici con un aumento del 9,8% dei minimi salariali». Nel primo anno di vigenza, l’accordo recupera infatti «lo scostamento inflattivo del precedente rinnovo contrattuale». Sul fronte normativo da rilevare «la particolare attenzione ai soggetti fragili».
L’aumento
L’ipotesi di accordo prevede un aumento complessivo (TEC) di 204 euro, superando l’11% nel periodo di vigenza contrattuale. Per quanto riguarda i minimi, il TEM, l’incremento, se prendiamo come riferimento il 4° livello, sarà di 195 euro, suddiviso in diverse tranches. La prima di 50 euro dal 1° marzo 2026, la seconda di 30 euro dal 1° ottobre 2026, la terza di 50 euro dal 1° maggio 2027, la quarta di 45 euro dal 1° maggio 2028 e infine la quinta di 20 euro dal 1° novembre 2028. Il montante nel periodo di vigenza sarà di 4. 315 euro e l’aumento corrisponde alla percentuale sui minimi del 9,8%, secondo quanto calcolano Filctem, Femca e Uiltec.
Il miglioramento del welfare contrattuale
Oltre al riconoscimento dell’inflazione, l’accordo ha migliorato anche il welfare. Dal 1° gennaio 2027, le aziende verseranno per ogni lavoratrice e lavoratore con almeno 6 mesi di anzianità, un contributo aggiuntivo di 3 euro, portando la quota di Sanimoda da 15 a 18 euro mensili. Il versamento sarà mantenuto anche alle lavoratrici e ai lavoratori che saranno in aspettativa non retribuita per superamento della conservazione del posto di lavoro. La quota, sempre a carico delle aziende, destinata al fondo pensione complementare di Previmoda avrà un incremento dello 0,20% a partire dal 1° gennaio 2028 mentre da subito (gennaio 2026) viene confermato l’incremento della quota destinata alla Premorienza pari a 0,24%, sempre interamente a carico delle aziende. Inoltre, è stata normata la trasferta per tutte le lavoratrici e i lavoratori, che oltre al riconoscimento delle spese vive sostenute, riconosce anche una indennità pari al 30% della retribuzione giornaliera.

