OpenAI chiude la sua app social Sora, diventata virale lo scorso autunno come piattaforma per condividere brevi video generati dall’intelligenza artificiale, ma che ha anche destato allarme a Hollywood e altrove.

La società guidata da Sam Altman ha dichiarato martedì in un breve messaggio sui social media che sta “dicendo addio all’app Sora” e che presto fornirà ulteriori dettagli su come conservare ciò che gli utenti avevano già creato sull’app. 

“Ciò che avete creato con Sora era importante, e sappiamo che questa notizia è deludente”, si legge nel post, che conta oltre venti milioni di visualizzazioni.

L’azienda dietro ChatGPT ha lanciato Sora a settembre nel tentativo di catturare l’attenzione, e potenzialmente gli introiti pubblicitari, che seguono i video brevi su TikTok, YouTube o Instagram e Facebook, di proprietà di Meta. Ma un coro crescente di voci contrarie ha espresso preoccupazione per la proliferazione di immagini non consensuali e deepfake realistici.

OpenAI era stata, per esempio, costretta a intervenire contro le creazioni AI di personaggi pubblici – tra cui Michael Jackson e Martin Luther King Jr. – che facevano cose stravaganti, dopo le proteste dei loro eredi e del sindacato degli attori. 

Disney, che lo scorso anno ha stretto un accordo con OpenAI per portare i propri personaggi su Sora, ha dichiarato martedì in un comunicato di rispettare “la decisione di OpenAI di uscire dal business della generazione di video e di spostare le proprie priorità altrove”.

“Apprezziamo la collaborazione costruttiva tra i nostri team e ciò che abbiamo imparato da essa, e continueremo a interagire con le piattaforme di IA per trovare nuovi modi per soddisfare i fan là dove si trovano, abbracciando in modo responsabile le nuove tecnologie che rispettano la proprietà intellettuale e i diritti dei creatori”, si legge nella dichiarazione della Disney.

La decisione di chiudere Sora segna un cambio di rotta strategico in vista della quotazione in Borsa prevista per la fine del 2026. OpenAI punta ora a concentrare risorse sui servizi per le imprese e sugli strumenti di programmazione, come Codex, riducendo i progetti più onerosi e meno sostenibili nel breve periodo. Una scelta che riflette la necessità di presentarsi al mercato con un modello di business più solido e prevedibile.

Dietro l’abbandono di Sora ci sono anche ragioni tecniche ed economiche. La generazione di video richiede enormi quantità di potenza computazionale e consumo energetico: negli ultimi mesi l’infrastruttura dell’azienda era arrivata vicino al limite. Mantenere un servizio aperto al grande pubblico si è rivelato sempre più difficile, anche a fronte di un calo dell’interesse: i download dell’app sono passati da circa 100mila al giorno a fine 2025 a meno di 20mila all’inizio del 2026.

A pesare è stata anche la crescente concorrenza, con modelli sviluppati da Google e da nuove startup del settore, in un mercato diventato rapidamente affollato. Allo stesso tempo, le polemiche sui contenuti hanno aumentato il rischio reputazionale: tra i casi più discussi, video generati con volti di personaggi pubblici o ricostruzioni realistiche di scenari di guerra.

Parallelamente, Altman ha deciso di fare un passo indietro sulla supervisione diretta dei protocolli di sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il controllo passerà a figure indipendenti e dirigenti tecnici, mentre il CEO si concentrerà sulla raccolta di capitali e sulla preparazione dello sbarco in Borsa.

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