Per gli appassionati, quello organizzato da Sotheby’s sarà un evento storico: in tre aste, che si terranno a Hong Kong, Ginevra e New York a partire da questo mese e fino a giugno, “The Shapes of Cartier” offrirà la più importante e vasta collezione di orologi Cartier mai presentata, con oltre 300 pezzi di varie epoche, fra i più rappresentativi ma anche fra i più rari mai realizzati dalla maison fondata nel 1847 da Louis-François Cartier.

Crash, Santos, Bagnoire, Pebble, Octagonal, Maxi-Oval, Cintrée, Reverso, Driver e loro rarissime variazioni saranno le star delle aste “Important Watches” in calendario a Hong Kong il prossimo 24 aprile, a Ginevra il 10 maggio e a New York il 15 giugno.

Sono occorsi 25 anni per mettere insieme questa eccezionale collezione, che punta a raggiungere ricavi per oltre 15 milioni di dollari. «L’attrattività dei Cartier d’epoca sta nella loro capacità di catturare un momento nella storia nel design pur restando senza tempo – nota Sam Hines, presidente globale della divisione Orologi di Sotheby’s -. Sia nell’asimmetria del Crash o nelle proporzioni del Baignoire Allongée, ogni orologio riflette un dialogo unico fra capacità artistica e innovazione. Questa collezione non è fondamentale solo per la sua ampiezza, ma anche per la sua profondità, soprattutto grazie alla sua capacità, che non ha precedenti, di mettere insieme orologi Cartier London, molti dei quali sono fra i pezzi più importanti mai giunti sul mercato».

Il Cartier Crash del 1987

Ad aprire la serie sarà, appunto, l’asta di Hong Kong, che avrà come top lot un Cartier Crash, London, del 1987, stimato fra i 400mila e gli 800mila dollari, cifra che lo avvicina al record di 1 milione di dollari speso per il Cartier “Cheich” Montre Bracelet, pezzo unico battuto nel 2022 sempre da Sotheby’s e che partiva da una stima minore (200-400mila): si tratta di uno dei tre esemplari realizzati nel 1987, appartenenti a un modello nato nel 1967 e noto per le sue forme enigmatiche, che rappresentano lo spirito rivoluzionario degli anni Sessanta. Per anni si è creduto che la sua peculiare forma fosse ispirata agli orologi “liquidi” dipinti da Salvador Dalì nel suo “La Persistenza della Memoria”, mentre secondo un’altra “leggenda” sarebbe derivata da quella di un Baignoire Allongée deformato da un incidente d’auto. A far luce sulla sua origine è stata Francesca Cartier Brickell, discendente dei fondatori, nel libro “The Cartiers” (pubblicato nel 2021 ma ancora non disponibile in versione italiana), secondo la quale Jean-Jacques Cartier e Rupert Emmerson, responsabile dell’ufficio design del ramo londinese di Cartier, rinnovarono il Maxi Oval, distorcendone il profilo. Quello di Londra, lungo Bond Street, era in effetti il più visionario e aperto all’innovazione dei tre uffici Cartier dell’epoca – gli altri due erano a Parigi e New York – e da lì, fra il 1967 e il 1970, uscirono circa 12 Crash, cifra che rende questo modello fra i più rari e ricercati.

Cartier Decagonal

A brillare nel catalogo dell’asta di Hong Kong sarà anche un Cartier Decagonal, realizzato sempre a Londra, uno dei soli cinque pezzi conosciuti (stima 60-80mila dollari), un Tank Asymétrique (Cartier London anch’esso) del 1992 (60-80mila dollari), un Cartier Driver’s (50-80mila dollari) e un Baignoire del 1973-4 (50-68mila dollari).

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