Dopo il record del 2022 – quando i pallet immessi sul mercato raggiunsero i 167,5 milioni di unità – il mercato degli imballaggi in legno ha registrato un andamento altalenante. Il 2023 ha segnato un rallentamento marcato per i pallet nuovi (-9,3%), mentre quelli usati sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,7%). Nel 2024 si è registrata una lieve inversione di tendenza, con una crescita del 2,1% per gli imballaggi nuovi e del 3,6% per quelli usati, mentre il 2025 le stime parlano di una sostanziale stabilità. Positive, invece, le previsioni per il 2026, che dovrebbe consolidare la dinamica positiva, con un incremento del 2,2% per i pallet nuovi e del +4,8% di quelli usati.
Una dinamica che riflette e accompagna quella dell’industria italiana, sottolinea Massimiliano Bedogna, presidente di Conlegno, il consorzio servizi legno-sughero che ha promosso insieme a Rilegno l’Osservatorio Pallet realizzato dal Politecnico di Milano, in collaborazione con Cna, Confartigianato, Unital/Confapi e Filiera Legno. «Il Pallet è come un gigante invisibile – spiega Bedogna -. Nessuno ne parla, ma lui fa il suo lavoro, ovvero muove gran parte dell’economia italiana, dalla meccanica all’alimentare, alla farmaceutica e per questo rappresenta un settore strategico per il Paese». Gli imballaggi in legno servono infatti a trasportare le merci dell’industria e per questo il suo andamento riflette come detto (o precede lievemente) quello dell’economia italiana nel suo complesso.
Al netto dunque delle nuove complicazioni geopolitiche scatenate dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, le previsioni dell’Osservatorio Pallet per l’anno in corso sono di un rafforzamento della crescita. Interessante è il confronto tra pallet nuovi e pallet usati, che vede questi ultimi crescere in modo decisamente più robusto da alcuni anni a questa parte. «Un segnale positivo – osserva il presidente di Conlegno – perché testimonia la crescente attenzione delle aziende verso la sostenibilità dell’intero ciclo produttivo, compresa la fase del trasporto. Ma c’è ancora ampio margine di miglioramento». L’Osservatorio registra infatti, su un totale di 160 milioni di pezzi immessi sul mercato nel 2024, 100 milioni di pezzi nuovi e 60 milioni di pezzi usati.
Il legno è una materia che si rigenera e si sposa con la sostenibilità: «Stiamo cercando di mettere insieme tutta la filiera del legno, con l’obiettivo di valorizzare la gestione del bosco pensando al domani, ai benefici sociali, economici e ambientali che una buona gestione del bosco e delle foreste può generare», aggiunge Bedogna.
Negli ultimi anni anche la filiera dei pallet ha rafforzato l’adozione di soluzioni orientate alla sostenibilità, con particolare attenzione al contenimento dell’impatto ambientale, si legge nell’Osservatorio. «Un ambito chiave è rappresentato dalle certificazioni del legname utilizzato, come la Pefc (Programme for the Endorsement of Forest Certification) e la Fsc (Forest Stewardship Council), che attestano la provenienza da foreste gestite in modo responsabile, nel rispetto dell’ambiente, dei lavoratori e delle comunità locali. Oggi circa il 63% degli operatori del settore possiede almeno una certificazione e il 12% ha ottenuto entrambe.

