La pausa pranzo diventa sempre più cara. E i rincari si fanno sentire dato che, rispetto allo scorso anno si può pagare un 8% in più. Il paragone con 25 anni fa registra anche un incremento che, a seconda dei casi, raggiunge un +368%. Per questo motivo c’è chi opta per il “pranzo” portato da casa. A descrivere questo scenario, indicando anche qualche consiglio, è lo studio effettuato dall’Onf, l’osservatorio nazionale della Federconsumatori che dopo aver rilevato i prezzi fa i paragoni con il passato.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

7 euro per tramezzino e acqua

«Per un tramezzino, una bottiglietta d’acqua da mezzo litro e un caffè si spendono fino a 7 euro – sottolinea l’Osservatorio -. Chi mangia fuori in pausa pranzo e decide di prendere un piatto di pasta, una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, un dessert e un caffè spende una media di 16,19 euro. Con questi costi, la spesa media a settimana ammonta a circa 81,00 euro». In 25 anni è aumentato il costo del 193%. Il costo di una bottiglietta d’acqua in un quarto di secolo è cresciuto del 323%, mentre un piatto di pasta del 245%. A leggere i prezzi si scopre che nello stesso periodo di tempo i costi dei tramezzini sono aumentati del 355% e quelli di un gelato del 368%, mentre la pizzetta rossa del 335%.

Costi che in proiezione nell’arco mensile e in quello annuale si fanno sentire. Perché, la spesa può raggiungere importi che variano dai 2.760 euro ai 3.250.

Necessario ridurre i costi

Da qui la necessità di ridurre anche queste spese. «Con gli stipendi fermi e con le spese che crescono su molti versanti, i lavoratori cercano di risparmiare su questa voce, optando per soluzioni alternative e più economiche – sottolinea lo studio dell’Onf -. Alcuni decidono di acquistare prodotti monodose o piatti pronti al supermercato o nei punti vendita della grande distribuzione, che offrono soluzioni sempre più varie e fantasiose in questo senso».

Pranzo da casa

La soluzione più economica è quella di portare il pranzo da casa. Secondo lo studio il risparmio, rispetto a quanto si spenderebbe al bar o in una tavola calda, è di circa il 75%. Una soluzione che «consente di seguire più agevolmente eventuali regimi dietetici e, in ultima analisi, di risparmiare il tempo impiegato per fare la fila al bar, a vantaggio di una breve pausa di relax, o di una leggera passeggiata, prima di riprendere l’attività lavorativa».

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