Scintille sulle misure che il Campidoglio sta per mettere in campo per auto elettriche e mild hybrid. Un permesso da mille euro a titolo oneroso per entrare nelle zone a traffico limitato rivolto ai veicoli completamente elettrici e lo stop alla sosta gratuita nelle strisce blu per le vetture mild hybrid. Sono i due provvedimenti firmati mercoledì 11 febbraio dall’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, che andranno all’esame della Giunta entro il mese di febbraio.
Soluzione per decongestionare il centro storico
Proposte, si spiega dal Campidoglio «che rientrano nell’ambito delle misure volte a decongestionare l’area del centro storico capitolino». «L’esigenza del provvedimento nasce dall’incremento significativo dei veicoli elettrici in circolazione e dal conseguente aumento delle autorizzazioni di accesso alle Ztl – sottolinea Patané – Pur trattandosi di mezzi a zero emissioni, questa crescita sta incidendo sulla congestione del traffico e sulla disponibilità di stalli di sosta, soprattutto nel centro storico».
L’impatto
Se da un lato c’è chi esulta, come Legambiente Lazio che parla di «provvedimenti sacrosanti» attesi «da tempo», dall’altro lato è scontro con le opposizioni e con associazioni degli esercenti e del settore turistico. Secondo il vicepresidente vicario della Fiepet-Confesercenti, Claudio Pica, «il provvedimento potrebbe andare ad impattare fortemente in modo negativo sull’economia della città in particolare per le attività di bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie del centro storico». E metterebbe «a rischio migliaia di posti di lavoro».
Le reazioni
Gli fa eco Assoturismo secondo cui «la missione del Campidoglio è quella di trovare soldi e ancora soldi senza un piano organico e serio di riforme condivise con noi categorie», sottolinea il presidente Angelo di Porto. Sulla questione si è espressa anche la politica. «Auspico che la Giunta capitolina, come richiesto dai nostri consiglieri comunali, si fermi e apra un confronto con la città su provvedimenti che coinvolgono migliaia di famiglie che hanno scelto di investire sulle auto elettriche ed ibride anche valutando le agevolazioni per i parcheggi sulle strisce blu che oggi si propone di annullare», afferma il segretario romano di Azione, Alessio D’Amato. I consiglieri capitolini di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo, Stefano Erbaggi e Federico Rocca parlano di «decisioni miopi e punitive che rischiano di aggravare la crisi economica del centro storico». Inoltre queste misure, a loro parere, andrebbero a colpire «indiscriminatamente cittadini, lavoratori, imprese e visitatori». «L’impressione – dicono – è che l’unico obiettivo del Campidoglio sia reperire risorse senza una strategia seria e condivisa». Anche il capogruppo capitolino della Lega, Fabrizio Santori, sostiene che la strada scelta dall’amministrazione sia quella di «fare cassa colpendo i cittadini che hanno investito in auto elettriche e ibride, proprio sotto la spinta di quella stessa sinistra che oggi li tradisce senza naturalmente sfiorare privilegi e poteri forti che assediano la Ztl più grande d’Europa». E invita, infine, Patanè a ritirare il provvedimento e a dimettersi.
«Il provvedimento sui veicoli elettrici penalizza imprese e artigiani che hanno investito nella transizione ecologica», afferma Cna Roma che chiede un chiarimento immediato al Campidoglio «per valutare correttivi e soluzioni che tutelino le imprese e garantiscano equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica». «Molte imprese – dall’impiantistica alla manutenzione, dalle attività di produzione alla logistica leggera – operano quotidianamente nel perimetro della Ztl per garantire servizi essenziali a famiglie e aziende. Ogni restrizione aggiuntiva comporta aumento dei costi di gestione, difficoltà organizzative e perdita di competitività. Il provvedimento rischia inoltre di produrre un effetto negativo anche sugli esercizi di vicinato del centro storico. Una minore accessibilità significa infatti una potenziale riduzione della clientela per negozi, botteghe artigiane e attività commerciali che già operano in un contesto complesso, caratterizzato da costi elevati e margini sempre più ridotti», sottolinea il presidente di Cna Roma, Roberto Orlandi.

