Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio dopo le parole del presidente degli Usa Donald Trump sulla ripresa dei negoziati con l’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz.
Il Brent, il greggio di riferimento per i mercati europei, con consegna a ottobre è quotato attorno agli 83 dollari al barile, mentre il benchmark statunitense, il Wti, con consegna a settembre si ferma a poco meno di 80 dollari al barile.
Quasi tutte in rialzo le Borse europee: Milano avanza di circa lo 0,8%. Guadagni più marcati per Francoforte e Parigi, mentre Londra si muove poco sotto la parità.
A Piazza Affari avanzano di circa un punto e mezzo Banco Bpm e Intesa Sanpaolo; più debole Banca Mps dopo le indiscrezioni del Financial Times, secondo cui la banca senese starebbe ora valutando l’ipotesi di acquisire Banco Bpm, dopo il fallimento della proposta di fusione tra i due istituti, nell’ottica di contrastare l’offerta di intesa Sanpaolo sulla stessa Montepaschi.
Sulle Borse asiatiche chiude in ribasso di circa un punto il Nikkei giapponese, a poche ore dall’annuncio di un intervento congiunto degli Stati Uniti e del governo di Tokyo per rafforzare lo yen, in caduta libera nei giorni scorsi contro il dollaro. Si tratta della prima operazione di questo genere dal 1998 e questa mattina il biglietto verde vale circa 157 yen, in significativo calo dai massimi della scorsa settimana.

