È necessario che i paesi della Nato raggiungano un equilibrio tra la necessità di mettere in campo, in caso di minaccia alla sicurezza, una risposta militare in tempi stretti, e la vigilanza che spetta alla politica. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, è intervenuto alla riunione del Comitato militare della Nato (Military Committee in Chiefs of Defence Session) che si è svolta il 21 e 22 gennaio a Bruxelles. In quell’occasione, si legge in una nota del ministero della Difesa, il generale «ha evidenziato la necessità di preservare il giusto equilibrio tra la prontezza della risposta militare della Nato e il controllo dell’autorità politica. Per assicurare adeguata sostenibilità dei piani di difesa e deterrenza della NATO – ha sottolineato Portolano – è necessario un allineamento dei piani di rump up industriale (strategie per l’aumento graduale e controllato della capacità produttiva, ndr) di ciascuno Stato membro, anche nell’ottica di una riduzione della dipendenza da altri paesi esterni all’Alleanza».
Portolano: «Più attenzione a Balcani, Medio Oriente e fianco Sud dell’Alleanza»
Non solo. Se da una parte la Difesa conferma ancora una volta la priorità di sostenere un’Ucraina impegnata a respingere gli attacchi russi, dall’altra pone l’accento su altre aree alle quali è opportuno prestare attenzione. L’Italia, ha assicurato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, continuerà a fornire il proprio supporto all’Ucraina sia in ambito bilaterale che multilaterale. Allo stesso tempo, sottolinea ancora la nota della Difesa, Portolano «ha condiviso l’importanza che l’Italia attribuisce all’Artico e l’esigenza di prevenire interferenze di potenziali attori ostili, purché le connesse attività siano condotte in seno all’Alleanza Atlantica. Inoltre, il generale ha richiamato l’esigenza di rivolgere la necessaria attenzione anche alle aree sensibili dei Balcani, del Medio Oriente e del Fianco Sud dell’Alleanza, dove le sfide di oggi, apparentemente in secondo piano, rischiano di coglierci impreparati nel prossimo futuro».
La connessione crescente tra Indo Pacifico e dinamiche euro atlantiche
La seconda giornata di lavori a Bruxelles ha registrato la partecipazione anche dei Paesi partner dell’Indo-Pacifico (IP4): Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Repubblica di Corea. «Il quadrante Indo‑Pacifico – viene messo in evidenza nella nota della Difesa -, è sempre più interconnesso con le dinamiche dell’area euro‑atlantica. In questo contesto, la cooperazione militare e industriale tra i partner IP4 e la NATO rappresenta un elemento chiave per consolidare l’approccio multilaterale dell’Alleanza alle questioni di sicurezza. In tale ottica, la NATO promuove la cooperazione con un’ampia gamma di attori e organizzazioni internazionali». Al riguardo, Portolano «ha sostenuto l’esigenza di aggiornare la strategia della NATO sulla partnership, allo scopo di migliorare le capacità operative dei Paesi partner e rafforzare il processo di integrazione con l’Alleanza Atlantica».

