Svolta epocale nel panorama delle telecomunicazioni e dei servizi in Italia. Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha deliberato il lancio di un’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) volontaria e totalitaria su TIM. L’operazione, dal valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro, punta ad acquisire l’intero capitale sociale del colosso delle telecomunicazioni per procedere alla successiva revoca dalla quotazione (delisting) da Piazza Affari.
I dettagli dell’offerta: cassa e azioni
L’offerta messa sul piatto da Poste Italiane prevede un corrispettivo misto per ogni azione TIM conferita:
- 0,167 euro in contanti;
- 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione.
Il valore complessivo dell’offerta esprime una valorizzazione di 0,635 euro per azione, incorporando un premio del 9,01% rispetto alla chiusura di mercato del 20 marzo 2026. Se l’operazione dovesse andare in porto, il nuovo gruppo combinato diventerebbe un colosso da 27 miliardi di euro di ricavi aggregati e oltre 150 mila dipendenti.
Cosa cambia per le due aziende
L’operazione non è solo finanziaria, ma disegna un nuovo assetto industriale per il Paese, accelerando un processo di convergenza tra logistica, pagamenti e connettività iniziato già nel 2025.
- Per Poste Italiane: Il gruppo si trasforma definitivamente in una “piattaforma di infrastruttura connessa”. Integrando la rete fissa e mobile di TIM e i suoi data center, Poste potrà offrire servizi integrati di connettività sicura, cloud e gestione dati su scala nazionale, rafforzando la sua missione di pilastro strategico dell’economia italiana.
- Per TIM: L’uscita dalla borsa segnerebbe la fine di un’era. Sotto l’ombrello di Poste, TIM beneficerebbe di una maggiore flessibilità operativa e di una stabilità finanziaria garantita da un assetto a maggioranza pubblica. L’obiettivo è superare la frammentazione del mercato e puntare sulla sovranità digitale nazionale.
Gli scenari possibili
Le sinergie tra Poste Italiane e TIM non rappresentano solo un’unione finanziaria, ma un progetto industriale volto a creare una piattaforma infrastrutturale integrata. L’obiettivo dichiarato è generare efficienze per circa 0,7 miliardi di euro annui a regime.
In sostanza si punta a creare una sinergia per integrare i servizi forniti dalle due aziende. Poste potrà sfruttare la rete vendita più capillare d’Italia (gli oltre 12.000 uffici postali) per vendere pacchetti completi:
- Connettività + Energia + Finanza: TIM fornirà l’infrastruttura di rete (fibra e 5G), mentre Poste integrerà i servizi di telefonia mobile (migrando definitivamente PosteMobile su rete TIM), le polizze assicurative e l’offerta luce e gas.
- Customer Base: L’incrocio dei dati di circa 35 milioni di clienti Poste con quelli di TIM permetterà strategie di cross-selling estremamente mirate.
2. Polo Strategico Nazionale e Cloud
L’unione mira a creare un campione della sovranità digitale.
- TIM Enterprise + Poste: La divisione grandi aziende di TIM e l’esperienza di Poste nella gestione dei dati della Pubblica Amministrazione confluiranno in un’unica offerta Cloud e Cyber Security.
- Infrastruttura Dati: L’integrazione dei data center di TIM con i sistemi di pagamento e l’identità digitale di Poste (SPID/CIE) creerà un ecosistema blindato per la gestione dei dati sensibili del Paese.
3. Ottimizzazione Operativa e Logistica
A livello di costi, le sinergie saranno guidate dalla razionalizzazione delle reti:
- Rete di Trasporto: Utilizzo della rete in fibra di TIM per connettere in modo ultra-veloce tutti i punti logistici e gli uffici di Poste.
- Efficienza IT: Unificazione delle piattaforme informatiche e dei sistemi di assistenza clienti, riducendo le duplicazioni software e i costi di manutenzione dei sistemi legacy.

