E’ bufera dopo l’iniziativa di Azione studentesca, movimento di studenti di destra, che ha avviato la campagna ’La nostra scuola’. Sui muri e all’interno di alcuni istituti, da Cuneo a Palermo, sono comparsi striscioni e manifesti che invitano gli studenti a rivelare “i professori che fanno propaganda”. L’obiettivo è la stesura di un report nazionale, si legge sui volantini, con un Qr code da scansionare per rispondere ad un questionario con poche domande. Alcune delle quali riguardano le strutture, le gite e le condizioni generali della scuola ma una chiede: “hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti”.
Accertamenti
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato accertamenti ma “da quanto risulta al momento – ha riferito la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti – si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una ’schedatura’ o di liste di ’proscrizione’, stante l’anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”.
E’ polemica
In tanti però chiedono al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e persino alla premier Giorgia Meloni di spendere parole chiare. “Le liste di proscrizione non si adattano bene a una democrazia liberale come la nostra ma solo ai regimi. È una iniziativa di un gruppo universitario vicino a Fdi: chiedo a Meloni di far ritirare questa iniziativa”, ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein. “E’ un attacco frontale alla libertà d’insegnamento, all’autonomia didattica e al pluralismo delle idee, oltre che essere un manifesto tentativo di intimidazione nei confronti dei docenti e di costruzione di un clima di delazione fra gli studenti”, ha attaccato l’Anpi con il suo presidente, Gianfranco Pagliarulo. “Mi colpisce il silenzio del ministro dell’Istruzione Valditara, che ha la responsabilità di proteggere l’autonomia della scuola e di garantire che nessun docente venga messo sotto pressione”, ha osservato la senatrice Pd Simona Malpezzi, mentre la segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi ha preso carta e penna per scrivere al titolare del dicastero di viale Trastevere. “Schedare insegnanti di sinistra è fascismo, Meloni prenda le distanze”, è il pensiero anche dei presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.
Malessere tra i docenti
Il malessere è forte anche tra i docenti tanto che girano video e post sui social che condannano l’iniziativa. “Io sono un docente di Lettere e storia in un liceo – dice un professore in un video – sono di sinistra, schedatemi. Questa non è una indagine imparziale sulla politicizzzazione degli insegnanti. Probabilmente fa piu paura l’antifascismo insegnato che il fascismo mai davvero disimparato. L’unico mezzo per opporci è la resistenza e metterci la propria faccia, un altro è condividere”.

