Il Provolone Valpadana Dop investe nella promozione per consolidare la sua posizione in Italia – dove il mercato tiene in valore tuttavia flette in termini di quantità prodotte – ma soprattutto per crescere all’estero, dove ci sono ampi spazi per rafforzare l’attuale quota del 13% sui ricavi (diminuita del 10% tra il 2023 e il 2024 secondo l’Osservatorio Ismea Qualivita). La strategia del Consorzio Tutela Provolone Valpadana, illustrata in occasione dell’Assemblea generale dei soci, «mira a consolidare la presenza sui mercati maturi e ad aprire nuove aree di sviluppo», dicono dal Consorzio.
Da un lato proseguirà la promozione in Australia con il programma europeo triennale 2025-2027 “Original Profiles of Quality (Opq)”, che coinvolge operatori del settore, ristorazione e consumatori, dall’altro verrà iniziato un programma di promozione in Brasile e Argentina da due milioni circa.
«Vogliamo essere preparati per sfruttare al meglio il via dell’accordo di scambio con il Mercosur – commenta Giovanni Guarneri, confermato alla guida del Consorzio – Si tratta di mercati dove c’è già una forte tradizione di consumo di formaggi simili al nostro, grazie a una importante presenza di comunità italiane, e abitudini alimentari vicine alla tradizione mediterranea. Più in generale rafforzare il posizionamento del Provolone Valpadana Dop nei mercati internazionali è la chiave per sostenere il valore della filiera e accompagnarne la crescita futura».
Sul fronte produttivo il 2025 ha registrato un calo dell’8%, con oltre 6.800 tonnellate di formaggio prodotto, a fronte di circa 64mils tonnellate di latte destinato alla trasformazione, ma il valore del prodotto ha tenuto, con prezzi medi in crescita: «il Provolone Valpadana dolce ha raggiunto 8,27 euro al kg, mentre il piccante si è attestato a 8,54 euro al kg, segnando aumenti rispettivamente del 7,9% e del 7,6% su base annua», dicono dal Consorzio. Il valore alla produzione resta quindi sostanzialmente stabile rispetto ai 53 milioni registrati dall’Osservatorio Ismea Qualivita nel 2024 (95 il fatturato al consumo) e che fanno del Provolone Valpadana l’ottava Dop casearia del Paese.
«L’aumento delle quotazioni del latte del latte ha comportato l’aumento dei prezzi del formaggio e quindi una contrazione dei volumi certificati», rimarca Guarneri che quindi attribuisce il calo soprattutto a questioni tecniche legate al ciclo delle quotazioni del latte e che si dice comunque soddisfatto «perchè le buone quotazioni hanno ben remunerato i soci».
In proposito bisogna anche considerare che il prezzo offerto da alcuni Consorzi Dop “concorrenti” per il latte è stato particolarmente alto e questo può aver portato a un trasferimento dei conferimenti degli allevatori. Inoltre, in un momento di calo del poter d’acquisto da parte delle famiglie, queste potrebbero avere spostato almeno parte degli acquisti sul Provolone non Dop, che si posizione su una fascia di prezzo più bassa.
Comunque l’obiettivo è rafforzarsi anche sul fronte domestico, dove nel 2027 partirà una campagna di comunicazione per cui èin programma la dotazine di 2,5 milioni di euro, «con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del prodotto certificato e sostenere, nel medio periodo, una ripresa della produzione. Abbiamo visto che il simbolo della Dop è sempre più riconosciuto e apprezzato, lo vogliamo valorizzare come è stato ad esempio fatto nel nuovo logo del Consorzio», ribadisce Guarneri.

