Il 22 e il 23 marzo si vota per il referendum confermativo della legge di riforma della Costituzione in materia di giustizia. Il Sole 24 Ore ha predisposto quattro video di approfondimento, FocusReferendum, a partire dai contenuti della consultazione, passando per il confronto fra due costituzionalisti sulle principali novità della riforma. Ospiti negli studi romani del Sole 24 Ore Enrico Grosso, presidente onorario del Comitato Giusto dire No e Nicolò Zanon, presidente del Comitato Sì riforma. Al centro del confronto le principali novità della riforma, per chiarire le posizioni dei fautori del Sì e di quelli del No. I video sono trasmessi dal canale tv del Gruppo 24 Ore, il 246 del digitale terrestre e pubblicati sul sito del Sole 24 Ore.

Referendum sulla giustizia, le cose da sapere

Nel primo video un vademecum per il voto, per ricordare alcune informazioni pratiche per l’esercizio del diritto di voto e le conseguenze pratiche della scelta degli elettori. Come noto il testo approvato dal Parlamento prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, ma anche la creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri. La riforma introduce anche una Corte disciplinare di rango costituzionale, i cui componenti sono prevalentemente togati, con competenza sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati ordinari.

Referendum sulla giustizia: ecco le cose da sapere

Separazione carriere, perché sì e perché no

Il faccia a faccia fra i costituzionalisti Enrico Grosso e Nicolò Zanon si apre sul tema della separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti prevista dalla legge di riforma costituzionale al centro della consultazione referendaria. Nel tempo a sua disposizione Grosso ha messo in guardia i cittadini sul fatto che la separazione delle carriere «comporterà un rischio maggiore di una magistratura meno indipendente, perché in realtà la riforma più che alla separazione delle carriere è diretta alla separazione dei Csm». Per Zanon, invece, si tratta di «una riforma attesa da 40 anni che ci allinea alle più grandi democrazie occidentali. Si separa la carriera di chi giudica dalla carriera di chi accusa».

Referendum giustizia: separazione carriere, perché sì e perché no

Sdoppiamento del Csm

Per approfondire i contenuti del referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 Enrico Grosso e Nicolò Zanon si sono confrontati sullo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, previsto dalla legge di riforma costituzionale, approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025. Per il presidente del Comitato Sì riforma Zanon «questa riforma ha inteso sgombrare il campo da ogni equivoco circa l’ipotesi che il potere politico voglia mettere le grinfie sull’esercizio dell’azione penale». Di parere opposto il presidente Grosso: «rende più probabile un condizionamento di fatto della politica su entrambe le categorie».

Referendum giustizia: sdoppiamento Csm, perché sì e perché no

La Corte disciplinare

Tema centrale del terzo confronto l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare con competenze sui procedimenti disciplinari a carico dei magistrati ordinari, introdotta dalla legge di riforma costituzionale al centro del quesito referendario. Per il presidente onorario del Comitato Giusto dire No Grosso con la riforma «si è voluto fare un intervento assolutamente selettivo affidando per i soli magistrati ordinari la giustizia disciplinare a un organo che già solo dal nome sembra fatto apposta per incutere timore». Per Zanon «qui non si tratta di intimidire o di punire di più si tratta di costruire un come è stato fatto un organo autorevole realmente terzo rispetto alla corporazione che sappia svolgere questa funzione disciplinare».

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