Con l’arrivo dell’inverno, si iniziano a bramare i pomeriggi di freddo da passare davanti al camino. Ma attenzione perché ci sono delle norme da rispettare, la cui violazione può trasformare un momento di piacere in una multa non poco salata – dai 500 ai 5000 euro –.

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Esistono infatti delle limitazioni per il riscaldamento a legno nell’ambiente domestico, che variano a seconda delle Regioni. Le restrizioni fanno riferimento principalmente al numero di “stelle” della stufa o del camino. Che cosa sono queste stelle? Il decreto 186/2017 ha introdotto un sistema di classificazione ambientale dei generatori di calore alimentati a legna, pellet o cippato, assegnando da 1 a 5 stelle in base alle prestazioni di rendimento e ai livelli di emissione inquinante. Più alto è il numero di stelle e più efficiente sarà l’apparecchio. Nelle zone che più risentono del freddo, ma anche dell’inquinamento, le restrizioni sono più rigide: in Lombardia è vietato utilizzare generatori a biomassa che non raggiungono almeno la classe ambientale tre stelle e quelli che vengono installati nuovi devono averne almeno quattro, requisito richiesto anche in Piemonte. Fanno eccezione dalle norme regionali i caminetti con una potenza fino a 10kW, che possono essere accesi saltuariamente a scopo ricreativo.

Esiste, poi, la norma tecnica UNI 10683 (aggiornata l’ultima volta nel 2022) che regola la verifica, l’installazione, il controllo, la pulizia e la manutenzione dei generatori di calore alimentati a biocombustibili solidi – legna, pellet, cippato – con potenza termica inferiore o uguale a 35 kW

Le nuove misure attive dal 15 ottobre 2026 in Lombardia

Da oggi, 15 ottobre 2026, scatta in Lombardia la normativa sul riscaldamento a biomassa. Ciò significa che diventano applicabili nuovi requisiti emissivi ed impiantistici – approvati dalla Giunta nel 2024 – per gli impianti con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. I valori limite di emissione – del particolato e del carbonio organico totale – si differenziano in base all’altitudine del Comune in cui viene installato l’apparecchio e al tipo di combustibile precedentemente utilizzato per quello che viene sostituito. La classe ambientale deve essere quattro stelle. La delibera si sofferma anche sulle specifiche della manutenzione della canna fumaria, che deve avvenire almeno una volta all’anno o ogni quattro tonnellate di biomassa bruciata. Spetta inoltre al manutentore sottoscrivere un rapporto specifico di avvenuta manutenzione, da registrare nel Curit – Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici –, pena la sanzione. Per le stufe e i camini con potenza inferiore a 35 kW le condizioni di utilizzo e installazione rimangono le medesime ancora per un anno, fino al 15 ottobre 2027.

In caso di inosservanza delle disposizioni regionali, la multa può ammontare da 500 a 5000 euro.

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