In particolare, sempre secondo Egualia, si partirebbe dagli “inibitori di pompa protonica (PPI), la cui spesa pubblica dati alla mano risulta in contrazione del 7,7 %, mentre quella privata cresce dell’8%.”
Il pantoprazolo rappresenta il secondo principio attivo per spesa (256,3 milioni) dopo l’atorvastatina, come riporta il rapporto “L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale anno 2024, Agenzia Italiana del Farmaco”
Aumentare il confronto e il dibattito pubblico
Forse, visti i risvolti e la delicatezza dell’operazione di revisione del prontuario, sarebbe opportuno aumentare il livello di confronto e dibattito pubblico su questa operazione, attraverso ad esempio la pubblicazione sul sito dell’Aifa del “progetto di revisione del PFN” che si intende mettere in campo, congiuntamente ad una valutazione di impatto multidimensionale sui cittadini, sul SSN, sull’occupazione, sul sistema produttivo… Questa operazione permetterebbe di avviare una vera e propria consultazione pubblica sulla revisione del PFN, garantendo il coinvolgimento e il punto di vista di tutti gli attori, a partire dalle Associazioni di pazienti e cittadini.
Del resto, stiamo parlando di una revisione dei LEA farmaceutici e non si comprende perché in quest’area di assistenza, secondo la norma, l’unico soggetto ad occuparsene per procedura sia solo l’Aifa, diversamente da quanto accade nei canonici aggiornamenti LEA con DPCM sulle altre aree di assistenza, dove sono previsti responsabilità e passaggi precisi anche con il Ministero della Salute, Parlamento (che procede con audizioni di tutti gli attori), Regioni,…
Ridurre la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale ad un’operazione meramente tecnico-amministrativa tra “addetti ai lavori” e non accompagnarla da una forte attività di controllo e indirizzo politico delle altre Istituzioni e di tutti gli attori del SSN potrebbe portarci fuori strada e questo il SSN non può proprio permetterselo.

