Vertenza Natuzzi: azienda e sindacati si sono incontrati a Bari per una riunione sugli aspetti riguardanti la cassa integrazione e le misure per incentivare l’uscita dei dipendenti o per il loro riassorbimento in altre aziende della filiera.
Le parti restano distanti sul piano industriale perché, al tavolo delle crisi occupazionali Sepac della Regione, la Natuzzi ha confermato il trasferimento del 15% delle attività oggi svolte tra Puglia e Basilicata negli stabilimenti del gruppo in Romania.
Sulla cassa integrazione le parti si incontreranno di nuovo, prima del tavolo già convocato l’11 giugno dal ministro Adolfo Urso al Ministero delle imprese e del made in Italy. Intanto per il piano sperimentale di esodo Natuzzi ha messo a disposizione 6 milioni di euro, destinati a un’indennità massima di 50mila euro a favore dei dipendenti che, su base esclusivamente volontaria, sceglieranno di aderire. Le adesioni saranno accompagnate da una misura di politica attiva del lavoro già pubblicata dalla Regione Puglia e destinata ai lavoratori interessati, che potranno accedere a specifici percorsi formativi di 400 ore con un’indennità di frequenza pari a 6 euro l’ora. Inoltre si sta valutando la possibilità di assorbire i lavoratori Natuzzi in altre aziende della filiera del mobile imbottito e Arpal Puglia attiverà un progetto dedicato alla raccolta delle candidature volontarie dei lavoratori mentre il Sepac ha già convocato per il prossimo 16 giugno un ulteriore incontro dedicato alla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione.
«Quella di Natuzzi è una vertenza complessa, delicata, che coinvolge centinaia di lavoratori e uno dei marchi storici della manifattura pugliese e nazionale – ha detto l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio -. Proprio per questo, pur nella difficoltà del momento e nelle distanze ancora presenti tra le parti, riteniamo importante registrare alcuni segnali di apertura emersi dal tavolo. La disponibilità dell’azienda a convocare Rsu e Rsa prima dell’11 giugno rappresenta un fatto positivo, perché restituisce centralità al confronto e crea le condizioni per provare a costruire una soluzione condivisa sulla gestione della cassa integrazione. Restano questioni molto delicate, a partire dalle preoccupazioni legate al trasferimento di attività produttive all’estero, rispetto alle quali il sindacato ha espresso posizioni chiare e legittime. Regione Puglia continuerà a fare fino in fondo la propria parte, mantenendo aperto il dialogo e lavorando per la tutela occupazionale, la salvaguardia del presidio industriale e il futuro della filiera del mobile imbottito».

