Radici Innova non ha percorso da sola questo tratto di strada nell’innovazione ma si è fatta accompagnare da due big del settore, ha lavorato infatti in partnership con The Lycra Company e Triumph.
Dopo la messa a punto iniziale del processo chimico, i successivi test hanno consentito di recuperare campioni di fibra di lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che sono stati poi inviati a the Lycra Company che ne ha verificato la riciclabilità. Si è quindi passati al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triuph ha messo a disposizione il proprio surplus di produzione, ossia un tessuto contenente il 16% di lycra. Ed è proprio da questo materiale che il gruppo di bergamo è riuscito a recuperare sia la lycra che il nylon: la prima è stata a sua volta rifilata da The Lycra, la seconda lavorata direttamente da Radici che l’ha trasformata in un nuovo filato di poliammide. Il risultato? Un tessuto nero di 60 metri che l’esperienza di Triumph ha trasforma in un coordinato intimo.
Viene così dimostrato che è possibile chiudere il ciclo di recupero (il cosiddetto close loop): ossia da scarto tessile è possibile ricavare un nuovo capo. Ora, il risultato raggiunto dalla tre società è da considerarsi un prototipo, pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti e in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione.
«Siamo al lavoro per mettere a terra il progetto di industrializzazione con un impianto pilota nel nostro stabilimento chimico di Novara», continua Alini.
L’intento della società è quello di cominciare a costruire una vera e propria filiera dei rifiuti tessili: in un’area di venti metri per dieci nascerà il micro plant pilota che partirà con la lavorazione di 30-50 tonnellate all’anno, che in un secondo momento con l’estensione degli spazi e quindi la creazione di un nuovo stabilimento potranno arrivare a 2mila-3mila all’anno. Come per ogni scoperta scientifica lo sguardo è rivolto al futuro ma i piedi sono ben piantati a terra: la prossima sfida di Radici è quella di rendere disponibile entro il 2026 tessuto sufficiente, nato dal riutilizzo delle fibre, per realizzare un’intera capsule collection.

