Le aree più calde
Proseguendo in ordine cronologico di accensione, per la zona D, che racchiude i comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 1.400 e non superiore a 2.100, il periodo di riscaldamento previsto dalla legge va dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno. Fanno parte di questa fascia prevalentemente città del Centro Italia, come Roma, Firenze, Ancona e Pescara, ma anche, tra le altre, Genova, Nuoro e Avellino.
Nella fascia C, invece, rientrano i comuni caratterizzati da un numero di GG maggiore di 900 e non superiore a 1.400. Qui gli impianti di riscaldamento rimarranno accesi dal 15 novembre al 31 marzo, con un limite di dieci ore di attività al giorno. Sono parte della zona C città come Napoli, Bari, Lecce, Cagliari, Catanzaro, Imperia e Latina.
I termosifoni si accenderanno dal 1° dicembre nella fascia B, che comprende i comuni con un numero di GG maggiore di 600 e non superiore a 900. Il termine ultimo per lo spegnimento è previsto per il 31 marzo. Il riscaldamento potrà rimanere acceso per otto ore al giorno. In questo raggruppamento troviamo comuni del Sud Italia come Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento, Messina e Reggio Calabria.
Infine, della zona A fanno parte i comuni più caldi, ossia quelli che presentano un numero di gradi-giorno non superiore a 600, come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, tutti situati in Sicilia. In questa fascia sarà possibile accendere il riscaldamento solo dal 1° dicembre e fino al 15 marzo, per un massimo di sei ore al giorno.
Le temperature massime consentite
Il decreto del 2013 regola anche le temperature massime consentite per il riscaldamento. Per quanto riguarda gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili, la legge stabilisce che durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale la media ponderata delle temperature dell’aria non deve superare i 18 gradi. Sono previsti due gradi di tolleranza. In tutti gli altri edifici il tetto massimo è di 20 gradi, sempre con due gradi di tolleranza.

