Anche Rocca entra nel business del secondo polso con il programma Rocca Certified Pre-Owned. Un nuovo progetto che impegnerà, all’inizio, otto delle oltre 40 boutique della catena di orologeria e gioielleria di proprietà del Gruppo Damiani: Milano Duomo, Milano Galleria e le vetrine a Torino, Palermo, Mantova, Padova, Bari e Courmayeur. L’iniziativa è partita con un settore dedicato sul sito ufficiale della catena. Fabrizio Giaccon, sales & marketing director di Rocca spiega: «Se l’intero mercato del nuovo degli orologi di lusso nel mondo vale oltre 50 miliardi di euro circa, quello del secondo polso oggi ne vale circa 25. Numero che, secondo le proiezioni di Morgan Stanley, dovrebbe salire a 35 miliardi nei prossimi tre anni e a 75 miliardi nel 2035: la stessa cifra che si prevede raggiungerà il nuovo. Visto che il nostro lavoro è rappresentare i brand orologieri di lusso nel mondo, non potevamo restare fuori da questo mercato».
Cifre che, aggiunte a quelle riportate sul Deloitte Swiss Watch Industry Study 2025 presentato nel novembre scorso, offrono scenari interessanti. Sul report, infatti, si legge che del 33% degli intervistati che hanno dichiarato di voler acquistare un orologio di secondo polso nel 2025, il 40% sono millennials e il 40% Gen Z ed Alpha Inoltre, emerge anche che il 31% degli intervistati preferisce acquistare modelli di questo tipo in negozi che vendono sia il nuovo sia il pre-owned (il 19% sceglierebbe una vetrina focalizzata solo sull’usato). Altro dato che emerge è che l’acquisto di orologi usati è visto dal 49% degli intervistati che fanno parte dell’industria stessa, come il primo punto di contatto con il brand e con il mondo del lusso in generale.
L’avventura di Rocca in questo business è iniziata in un momento preciso. «Quando abbiamo avuto la conferma di essere tra i dealer del progetto ufficiale Rolex Certified Pre-Owned (il marchio stesso certifica e controlla i modelli venduti all’interno di questo programma e al momento la certificazione è presente nella boutique Rocca Duomo ndr.) – puntualizza Giaccon – Siamo entrati in questo mercato innanzitutto per trattare gli orologi Rolex e poi per aprire ad altri marchi. L’obiettivo è assicurare un servizio di alto livello e dei prezzi trasparenti. Noi acquistiamo dal cliente finale e non dai reseller: un mondo che non ci appartiene”. Infatti, secondo i dati dello studio di Morgan Stanley realizzato insieme alla piattaforma Watchcharts, i Rolex CPO continuano a ottenere un premio significativo del 25,9% globale rispetto al mercato generale dei Rolex di seconda mano. Inoltre, nel 2025 il numero dei retailer che offrono Rolex CPO al loro interno è cresciuto del 35%, con vendite nel mondo che hanno avuto un valore superiore ai 500 milioni di dollari, in crescita del 66,6% rispetto ai 300 milioni di dollari del 2024. Numeri ancora contenuti rispetto al globale dei Rolex venduti nel mercato del secondo polso, ma la clientela cui i Rolex CPO sono rivolti è diversa rispetto a quella tradizionale di orologi usati. L’ingresso nel business del secondo polso porterà Rocca ad avere: “un giro d’affari tra le cinque/sette volte più importante nei prossimi tre anni».
Dopo le prime otto boutique, presto il progetto entrerà in altri negozi. «E’ un processo che ha diversi timing e che dipende anche dalla disponibilità dei prodotti. Prossimamente coinvolgerà Catania, Bari, Napoli, Lecce, Siracusa e Reggio Calabria». Sul poter poi aprire negozi esclusivamente dedicato al pre-owned, il manager non si sbilancia: «Come Rocca non escludiamo mai nulla. Se ci dovessero essere delle opportunità, perché no? In questo momento, però, i modelli pre-owned rientrano in una strategia precisa che prevede il completamento della nostra offerta di prodotti e dei servizi nelle boutique».
Giaccon chiude parlando dell’acquisizione di Baume & Mercier da parte del Gruppo Damiani annunciata lo scorso 22 gennaio: «La notizia è molto fresca. Dobbiamo avere il tempo per gestire la transizione e l’integrazione. Non sarà un processo facile e immediato. Da parte nostra siamo molto confidenti, perché ci sentiamo motivati e ci sentiamo preparati a gestire questo progetto. Più avanti Giorgio e Guido Damiani descriveranno nei dettagli i vari passaggi».

