“Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito, gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio”: lo scrivono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, in una nota.
Il riferimento alla manifestazione è l’evento #Nokings Italy, previsto da piazza della Repubblica a San Giovanni, “contro i re e loro guerre”. E per dire “no all’autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione”, e anche “no al governo”.
“È inaccettabile che in Italia – proseguono i leader rossoverdi – una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi” concludono Bonelli e Fratoianni.
L’eurodeputata Ilaria Salis durante una seduta del Parlamento europeo a Strasburgo, 9 ottobre 2024 (ANSA)
La Questura: “Controllo preventivo, segnalazione da un Paese terzo. Il personale ha chiesto i documenti, quando si sono resi conto di chi si trattava, ogni verifica è stata interrotta. Nessun collegamento con la manifestazione di oggi”
Immediata la risposta del Viminale, tramite la Questura romana: “L’attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un Paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”. Il controllo sarebbe partito da una segnalazione della Germania, scattato nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen. “Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell’europarlamentare, ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d’albergo. Pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto”, precisa la Questura di Roma. “In nessun caso e in nessun modo l’identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull’ordine pubblico” viene aggiunto. “Si esclude pertanto categoricamente – si sottolinea dalla Questura – che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali”.
Salis protesta sui social: “L’Italia è ormai un regime, viviamo in uno Stato di polizia”
“L’Italia è ormai un regime” scrive intanto sui social con veemenza l’eurodeputata di Avs, aggiungendo l’emoticon della faccina che vomita. “Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora, in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare – aggiunge l’esponente Avs – effetto del Decreto sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il governo Meloni al potere. Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica! #NoKings”.
Sensi: “Episodio grave”, Zaratti (Avs): “Violato l’articolo 68 della Costituzione, Piantedosi venga in Parlamento”
“Non condivido quasi niente di Ilaria Salis e proprio per questo sono felice che possa fare politica libera e con le sue opinioni. Non penso che l’Italia sia un regime, ma questo episodio mi pare molto, molto grave. Non scendo in piazza, ma esprimo a Ilaria tutta la mia solidarietà” scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.
“Chiediamo che Piantedosi venga a spiegare in Parlamento il brutto episodio della perquisizione della stanza d’albergo della nostra eurodeputata Ilaria Salis. Piena solidarietà a Ilaria, quello che è successo è inaccettabile. In Italia esiste l’articolo 68 della Costituzione che garantisce l’immunità parlamentare contro interferenze esterne nell’esercizio delle loro funzioni. I parlamentari nazionali o europei non possono essere perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi e limita arresti, perquisizioni e intercettazioni senza autorizzazione della Camera di appartenenza, assicurando l’indipendenza del mandato. Chi ha osato violare questo solido principio costituzionale? Ne deve rispondere il ministro dell’Interno” dice il capogruppo di AVS nella Commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti.

