Correre in inverno: gli errori da evitare e i benefici

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Non è vero che con l’arrivo della brutta stagione bisogna evitare lo sport all’aria aperta. Anzi. «Correre d’inverno si può e si deve fare, perché rafforza il sistema immunitario e protegge dal raffreddore e da altri disturbi di stagione», chiarisce il dottor Roberto Pozzoni, responsabile dell’Unità operativa di Traumatologia dello Sport e Chirurgia Artroscopica dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano del Gruppo San Donato. Quello che è importante è evitare di commettere dei comuni errori, che però potrebbero avere serie conseguenze su articolazioni e salute in generale. Ecco gli sbagli più diffusi da cui scappare… di corsa.

1. Pensare che correre sia solo un hobby

Chi va in palestra lo sa bene: non ci si avvicina agli attrezzi senza il certificato medico per l’idoneità sportiva. Anche per risparmiare su questa certificazione e sui vari esami a esso collegati, in molti scelgono come attività fisica la corsa, così non si devono fare controlli medici. Sbagliato. «Soprattutto dai 50 anni in poi è necessario fare una visita dal cardiologo prima di iniziare a correre, soprattutto se si pensa di farlo in inverno, quando le basse temperature possono favorire la vasocostrizione e un rialzo della pressione», spiega il professor Daniele Andreini, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica e Imaging Cardiaco e di Cardiologia dello Sport all’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.

I controlli dopo i 50 anni

Basta un elettrocardiogramma, meglio se sotto sforzo, per verificare se è tutto ok e se si può correre con tranquillità. «La corsa non è un passatempo per il sistema cardiocircolatorio, ma uno sforzo, che fa bene, ma va praticato con attenzione. soprattutto se si è ipertesi o si è già avuto problemi cardiaci», chiarisce Andreini.

Per il cuore è sicuro correre?

Correre con il freddo mette a rischio il cuore? «Al contrario è un’attività aerobica, per alcune persone può essere addirittura una terapia, per esempio per chi si soffre di sindrome metabolica o di intolleranza glucidica. Ma prima di allacciare le sneaker è bene parlarne con un medico, anche se ci si considera degli sportivi» chiarisce il professor Andreini.

La corsa è un’attività aerobica che aiuta a rinforzare il nostro sistema di difesa. Getty Images

2. Partire al massimo

Uscire in strada e iniziare a correre non è mai una buona idea. In inverno, poi, può diventare un vero e proprio agguato alle articolazioni. «A causa del freddo si ha una vasocostrizione, cioè arriva meno sangue alle fibre muscolari che quindi rendono i muscoli più contratti. Per questo è fondamentale il riscaldamento prima di iniziare a correre», spiega il dottor Roberto Pozzoni.

L’importanza dello stretching

Almeno cinque minuti di stretching prima e cinque quando si è finito sono fondamentali per evitare strappi alla schiena o alla coscia. «È importante allungare tutti i muscoli della gamba, anche quelli interni e quelli posteriori – spiega l’ortopedico -. Va anche evitato di partire in velocità». Anche se si è allenati, non si può pensare di raggiungere subito il massimo della performance, è bene iniziare a correre molto lentamente per poi aumentare gradualmente l’intensità del movimento.

3. Usare le solite scarpe per correre

In inverno correre può essere pericoloso perché il terreno è più duro, quindi il piede ha un impatto più traumatico con il suolo e ciò può favorire le fatture da stress. «Sono microfratture che spesso non si vedono con la radiografia perché interessano la parte spongiosa, la zona più interna dell’osso. Serve una risonanza magnetica per individuarle», chiarisce l’ortopedico. Per evitarle è importante indossare scarpe da corsa adatte all’inverno, con una suola più robusta rispetto a quella delle sneaker estive, in questo modo i colpi che il piede prende sono ammortizzati e il metatarso ringrazia.

Correre al mattino

«Le scarpe, inoltre, devono essere nuove, perché spesso quelle già calzate da un po’ hanno la suola leggermente consumata e, quindi, non hanno sufficiente grip sul terreno. È più facile, infatti, che il percorso su cui si corre sia bagnato o addirittura con un po’ di brina se si fa sport al mattino, di conseguenza se la suola è liscia è più facile scivolare e andare incontro a fratture o distorsioni» spiega il dottor Roberto Pozzoni.

In inverno le scarpe per correre devono ammortizzare ancora di più. Getty Images

4. Correre e dimenticare i guanti

È un classico: correre e fermarsi per soffiarsi sulle mani, in modo da cercare di riscaldare le dita che stanno diventando gelate. «Avere freddo alle mani o alla testa non è un sintomo da ignorare. Le nostre estremità si raffreddano prima, perché spesso sono scoperte e non sono coinvolte direttamente nel movimento della corsa» chiarisce il dottor Pozzoni.
Per mantenere costante la temperatura del corpo è, quindi, necessario correre con il cappello e con i guanti, almeno da ora fino a primavera. «Se le dita sono fredde favoriscono la vasocostrizione e, di conseguenza, è più facile avere microtraumi ai capillari, in varie parti del corpo. Anche un colpo di vento alla testa può favorire l’emicrania o il torcicollo» spiega il medico.

La corsa in montagna, soprattutto se fa molto freddo, è uno sforzo per il cuore, anche se si è allenate. Getty Images

Ignorare l’affanno

Anche se si è giovani e allenati può capitare che a un certo punto manchi il fiato, mentre si corre e fa freddo. «Nella maggior parte dei casi non è nulla di grave, ma è bene fermarsi subito e capire se c’è anche un dolore al torace» spiega il professor Daniele Andreini, esperto in Cardiologia dello sport all’Ospedale Galeazzi di Milano e professore associato di Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università degli Studi di Milano.
«Il freddo unito allo sforzo della corsa favorisce la comparsa del dolore toracico che può essere dovuto a un problema muscolare o gastroesofageo, ma potrebbe essere anche la spia di una miocardite, che non era mai stata scoperta prima» chiarisce il professor Andreini.

Più attenzione in montagna

Se poi si corre in montagna è necessario ancora più attenzione, perché oltre allo sforzo e alle basse temperature, si aggiunge il rischio legato all’alta quota. «Dai 1.500 metri in su l’ossigeno è più rarefatto e il nostro organismo fa più fatica, soprattutto se è molto freddo, in questo caso una visita cardiologica è d’obbligo, anche se in città si corre senza problemi» conclude l’esperto.

Il freddo aumenta la vasocostrizione, quindi lo sforzo mentre si corre è maggiore. Getty Images

Ritardare la doccia

«Le temperature più rigide si combattono correndo con un abbigliamento tecnico adeguato, ma al termine della corsa, niente passeggiata, non è proprio il caso si restare in giro con il sudore addosso» consiglia il dottor Pozzoni. «Al di là del rischio di prendere subito un raffreddore, si può andare incontro anche a crampi e contratture. I muscoli infatti hanno bisogno di rilassarsi per lo sforzo appena fatto e il corpo deve ritrovare la sua temperatura ottimale, che solo una doccia con acqua molto calda può ristabilire velocemente». Solo così la corsa sarà davvero benefica, non solo per il corpo ma anche per l’umore perché, ritrovato il confort, il nostro organismo produrrà più endorfine, le sostanze amiche del benessere.

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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