Fitness, quando allenarsi per ridurre il rischio infarto

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L’attività fisica è fondamentale per mantenere il nostro organismo in salute riducendo il rischio di mortalità cardiovascolare. Oltre all’intensità e alla frequenza con cui ci si dedica all’allenamento (per adulti e anziani 150-300 minuti a intensità moderata o 75-150 a intensità vigorosa, secondo le raccomandazioni dell’Oms), è opportuno valutare attentamente anche il momento della giornata in cui si pratica l’attività fisica (cronoattività). Un nuovo studio coordinato da Gali Albalak del Centro medico universitario di Leida (Olanda), pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology. ha infatti esaminato l’associazione tra cronoattività e incidenza delle malattie cardiovascolari per la prima volta in un’ampia popolazione, individuando il momento della giornata migliore in cui allenarsi per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari.

Lo studio

Lo studio ha esaminato i dati, tratti dalla UK-Biobank, relativi a oltre 86mila adulti (di cui il 58% donne) tra i 40 e i 69 anni e senza alcuna patologia cardiovascolare al momento del reclutamento (tra il 2006 e il 2010). Tra febbraio 2013 e dicembre 2015, il gruppo di partecipanti è stato invitato a indossare un accelerometro triassiale per sette giorni consecutivi con lo scopo di registrare l’attività fisica nell’arco delle 24 ore. I partecipanti sono stati seguiti per un periodo variabile da 6 a 8 anni, o fino all’insorgenza di malattie cardiovascolari o alla morte per ischemia coronarica o ictus. Durante il monitoraggio ci sono stati 2.911 partecipanti che hanno sviluppato una malattia coronarica e 796 che hanno avuto un ictus.

Meglio allenarsi al mattino tra le 8 e le 11

Gli studiosi hanno diviso i partecipanti in quattro gruppi, in base all’ora di massimo sforzo fisico: alle 8 circa, verso le 10, verso le 12, verso le 19. Il gruppo delle 12 ha funzionato da riferimento. Confrontando i momenti in cui i partecipanti svolgevano la massima attività fisica nell’arco delle 24 ore, è emerso che chi era più attivo al mattino presto o in tarda mattinata, quindi tra le 8 e le 11, aveva rispettivamente l’11% e il 16% in meno di rischio di malattie cardiovascolari rispetto al gruppo di riferimento. Inoltre, chi era più attivo in tarda mattinata aveva una riduzione del 17% del rischio di ictus ischemico rispetto al gruppo di riferimento.

Le donne hanno i vantaggi maggiori 

I benefici derivanti da un allenamento mattutino sono apparsi ancora più marcati nelle donne. In particolare, quelle che erano attive alle 8 o verso le 10 avevano rispettivamente il 22% e il 24% in meno di rischio cardiovascolare rispetto al gruppo di riferimento. Inoltre, le donne che erano più attive in tarda mattinata avevano una riduzione del 35% del rischio di ictus rispetto al gruppo di riferimento. “Anche se non possiamo trarre conclusioni, perché il nostro è uno studio osservazionale e non spiega il meccanismo causa-effetto – ha affermato Albalak -, questi risultati si aggiungono a quelli di altri studi che hanno dimostrato quanto sia importante per la salute essere fisicamente attivi, suggerendo che l’attività mattutina, e in particolare quella in tarda mattinata, può essere la più vantaggiosa”.

Allenarsi di mattina aiuta le donne a bruciare grasso addominale

Secondo un altro studio, condotto dallo Skidmore College di Saratoga Springs, programmare il momento della giornata in cui allenarsi, in funzione dei livelli ormonali e del metabolismo, potrebbe influenzare non solo la salute cardiometabolica, ma anche la composizione corporea e forza muscolare. In particolare, i ricercatori hanno riportato nel loro studio che le donne che si sono allenate al mattino hanno bruciato il 7% in più di grasso addominale e riportato una maggiore forza delle gambe rispetto alle donne che si sono allenate la sera.

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