cosa c’è di vero e quanto dobbiamo preoccuparci?

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Alcuni giornali stanno rilanciando la notizia della scoperta dell’asteroide 2022 AP7 definendolo come il più grande ’killer’ di pianeti degli ultimi anni.

L’avvistamento di questa roccia spaziale infatti ha destato attenzione sin dal primo momento, sia per la sua fortuita individuazione che, soprattutto, a causa delle sue sorprendenti dimensioni e della sua rotta. L’enorme corpo astrale fino a pochi mesi fa era nascosto dietro il Sole e si prepara ad incrociare l’orbita terrestre.

Prevedibilmente si sono subito levate voci di panico su una possibile collisione, ma non per questo dobbiamo cedere ai facili allarmismi. Gli scienziati di tutto il mondo monitorano 2022 AP7 ormai da gennaio e gli studi condotti su questo corpo astrale sono rassicuranti. La definizione di «asteroide potenzialmente pericoloso» insomma non è scorretta, ma senza qualche informazione più dettagliata è di certo fuorviante.

Per fare chiarezza partiamo quindi dai dati e dalle dichiarazioni del team di studiosi che lo ha scovato e segnalato.

La scoperta

Il primo avvistamento di 2022 AP7 è merito di un team di studiosi della Carnegie Institution for Science di Washington. Le osservazioni fatte al crepuscolo dall’Osservatorio interamericano di Cerro Tololo in Cile sono state reste note dal NOIRLab negli Stati Uniti.

Il gruppo di astronomi all’epoca si stava dedicando alla ricerca di rocce spaziali all’interno delle orbite della Terra e di Venere quando, inaspettatamente, affermò di aver scoperto un enorme asteroide del diametro di 1,5 chilometri nascosto dalla luce del Sole insieme a due sodali, ammassi più piccoli ribattezzati poi 2021 LJ4 e 2021 PH27. Anche loro infatti erano rimasti nascosti dal bagliore della Stella, nella parte più interna del Sistema solare, anche se con orbite totalmente differenti. Di particolare interesse è 2021 PH27, l’asteroide conosciuto più vicino al Sole, tanto che nel percorrere l’orbita, la sua superficie raggiunge temperature così calde da fondere il piombo.

La scoperta dei tre corpi è stata così rilevante da meritare la pubblicazione sulla rivista The Astronomical Journal. A sottolineare il peso scientifico di questo evento è stato anche l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope:

«L’asteroide 2022 AP7 è uno dei più grandi asteroidi potenzialmente pericolosi scoperti negli ultimi otto anni: è stato avvistato per la prima volta lo scorso 13 gennaio grazie al telescopio da quattro metri Víctor M. Blanco in Cile».

Si parla di asteroide potenzialmente pericoloso (potentially hazardous asteroid o PHA) perché l’AP7 del 2022, con il suo diametro compreso tra circa 1,1 e 2,3 chilometri, è il più grande PHA scoperto dal 2014 e probabilmente nel 5 per cento dei più grandi mai trovati.

La realtà dei fatti

Scott Sheppard, coordinatore dello studio pubblicato sull’Astronomical Journal, attesta in maniera inequivocabile che “al momento 2022 AP7 non ha alcuna possibilità di colpire la Terra” e che anzi, “qualsiasi asteroide di dimensioni superiori a un chilometro è considerato un ‘killer di pianeti’ (planet killer)” anche se non è prevista alcuna collisione diretta con la Terra.

È pur vero che la distanza che lo separerà dalla terra non è moltissima; la sua orbita lo porta a meno di 7,5 milioni di chilometri da noi. «Si tratta di un asteroide di tipo Apollo» – certifica Sheppard – appartenente cioè a quel gruppo di 15.000 asteroidi che periodicamente incrociano l’orbita terrestre.

Rimarcando sulle evidenze scientifiche, possiamo dire che al momento non c’è nessun dato che ci faccia pensare a una prossima collisione con il nostro Pianeta tant’è che 2022 AP7 è stato depennato dalla lista dei corpi a rischio impatto da monitorare sia dal Centro di Coordinamento per gli Oggetti Vicini alla Terra dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che dal sistema Sentry del Jet Propulsion Laboratory (Jpl).

Le conseguenze di un possibile impatto

Se non corriamo alcun pericolo allora cos’è che rende questo avvistamento così degno di nota? Come dicevamo l’aspetto più significativo è la dimensione di questo asteroide.

Partendo dalle ricostruzioni degli esperti possiamo dire che se un oggetto spaziale del genere colpisse la Terra, l’impatto sarebbe devastante per la vita come la conosciamo oggi. Polvere e sostanze inquinanti verrebbero sollevate nell’atmosfera per rimanervi per diversi anni. Sheppard ha affermato che a quel punto “la superficie terrestre probabilmente si raffredderebbe in modo significativo a causa del fatto che la luce solare non arriverebbe sul pianeta”, un fenomeno che determinerebbe «un evento di estinzione di massa come non si vede sulla Terra da milioni di anni».

Dobbiamo però guardare anche in prospettiva visto che l’asteroide inizierà progressivamente ad attraversare l’orbita terrestre più vicino a dove ci troviamo:

«Questo avverrà tra secoli e non conosciamo l’orbita del 2022 AP7 abbastanza precisamente per dire molto su pericoli così futuri».

In ultimo, l’astrofisico ha chiarito come il suo team si aspetti di trovare “qualche altro” oggetto vicino alla Terra di dimensioni pari o superiore a 1 km nel prossimo anno o due.

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