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Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, la recensione della raccolta di classici

Scienza e tecnologiaTeenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, la recensione della raccolta di classici

La recensione di Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, ovvero dove Konami ha raccolto 13 classici delle Tartarughe Ninja in un’unica soluzione.

Cimentarci con la recensione di Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection è stato ancora una volta un viaggio nel passato, fra i coin-op che nei primi anni ’90 hanno contribuito ad alimentare la popolarità delle Tartarughe Ninja e le conversioni più o meno fedeli per le home console dell’epoca.

La raccolta confezionata da Konami include nominalmente tredici titoli, anche se spesso le esperienze in qualche modo si ripetono: dai due celebri picchiaduro a scorrimento per le sale giochi alle loro trasposizioni su SNES e Mega Drive, passando per la reinterpretazione in chiave picchiaduro a incontri e le sortite nei selvaggi territori a 8 bit di NES e Game Boy.

Struttura e contenuti



Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, il primo episodio arcade

L’impostazione di Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection è di stampo tradizionale, pur con qualche soluzione che lascia un po’ interdetti. Dal menu principale è possibile accedere ai tredici giochi a cui abbiamo accennato, che sono i seguenti:

  • Teenage Mutant Ninja Turtles (arcade)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: Turtles in Time (arcade)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles IV: Turtles in Time (SNES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (SNES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: The Hyperstone Heist (Mega Drive)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (Mega Drive)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles (NES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles II: The Arcade Game (NES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles III: The Manhattan Project (NES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (NES)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles: Fall of the Foot Clan (Game Boy)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles II: Back from the Sewers (Game Boy)
  • Teenage Mutant Ninja Turtles III: Radical Rescue (Game Boy)

Com’è facile notare, molti nomi si ripetono e non a caso: si tratta quasi sempre di reinterpretazioni dello stesso prodotto, sebbene talvolta con differenze notevoli. In generale l’intera saga parte su coin-op per poi approdare su console (con la sola eccezione di TMNT per NES), cercando in qualche modo di far fronte agli inevitabili limiti tecnologici delle macchine di quei tempi, in particolare i sistemi a 8 bit.

Ogni titolo può essere giocato selezionando il livello di partenza e il grado di difficoltà, nonché diverse opzioni di visualizzazione (in cornice, a schermo intero, allungato per raggiungere i 16:9) e filtri, sistemi di salvataggio originariamente non presenti e finanche una funzionalità rewind che permette appunto di riavvolgere l’azione in caso di problemi.


Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, Turtles in Time per SNES
Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, Turtles in Time per SNES

Dicevamo in precedenza delle soluzioni che lasciano un po’ interdetti, come ad esempio l’idea di inserire una preselezione relativa al personaggio scelto prima ancora di lanciare un gioco della collection, come se non fosse possibile farlo nel menu originale e, allo stesso modo, optare preventivamente per il multiplayer per due o quattro giocatori, in locale oppure online, laddove presente, ovverosia nei titoli arcade e su quelli per le console a 16 bit.

Dopodiché, come per ogni raccolta di classici che si rispetti, è presente una stanza virtuale presso cui consultare una gran quantità di materiali relativi ai giochi inclusi nel pacchetto: dalle confezioni ai manuali, dalle pubblicità alle copertine dei fumetti, dagli schizzi preparatori ai fotogrammi degli episodi delle varie serie televisive dedicate alle Tartarughe Ninja.

Gameplay: fra alti e bassi


Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, il primo episodio arcade
Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, il primo episodio arcade

Com’era lecito attendersi, l’esperienza offerta dalla Cowabunga Collection risulta estremamente variabile per solidità e capacità di divertire ancora oggi. Sono i due arcade a dettare il ritmo e, pur con tutti i loro limiti, si rivelano ancora molto piacevoli, fluidi e colorati. Certo, il repertorio a disposizione dei personaggi è a dir poco limitato nel primo dei due episodi, ma Turtles in Time si dimostra più completo e maturo, introduce gli ormai iconici lanci dell’avversario verso lo schermo (ne abbiamo parlato, non a caso, nella recensione di Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge), animazioni ed effetti sonori migliorati.

Il fatto si possa giocarli in quattro è ovviamente un extra da non sottovalutare, ma al contempo la resa degli impatti e la rilevazione delle collisioni gridano vendetta, donando agli scontri una scivolosità e una inconsistenza che è ancora difficile da mandar giù, pur dopo tutto questo tempo. È dunque molto interessante notare come la conversione per SNES di Turtles in Time da questo punto di vista faccia molto meglio, valorizzando ogni colpo e restituendo una sensazione d’impatto notevole, pur scendendo a compromessi per quanto riguarda le animazioni. In tal senso The Hyperstone Heist è un po’ una via di mezzo.


Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, Tournament Fighters nella versione Mega Drive
Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, Tournament Fighters nella versione Mega Drive

Il picchiaduro a incontri Tournament Fighters rappresenta un caso più unico che raro: lo stesso gioco, non particolarmente brillante, che però cambia in maniera considerevole a seconda della piattaforma, con la versione SNES che francamente non ci è piaciuta molto, quella Mega Drive più carina esteticamente e anche come roster e infine quella NES che si rivela fin da subito davvero troppo limitata per poter competere in qualsiasi maniera con le “sorelle maggiori”.

In generale il passaggio ai classici a 8 bit si percepisce in maniera traumatica: l’età e le limitazioni delle esperienze originali si fanno sentire parecchio, anche per quanto concerne la rilevazione delle collisioni, mentre glitch grafici e rallentamenti possono essere eventualmente rimossi tramite un’opzione. Difficilmente lancerete i quattro episodi per NES e i tre episodi per Game Boy se non per curiosità, ad ogni modo.

Aggiornamento: l’articolo è stato aggiornato per menzionare la presenza di opzioni che permettono di rimuovere i rallentamenti e i glitch presenti nelle versioni originali dei giochi.

Commento

Versione testata PlayStation 5

Digital Delivery

Steam,

PlayStation Store,

Xbox Store,

Nintendo eShop

Prezzo
39,99

Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection è una raccolta che si rivolge a un pubblico potenzialmente enorme, visto lo straordinario successo riscosso dalle Tartarughe Ninja nei primi anni ’90, ma rimane per forza di cose un prodotto che solo i nostalgici potranno davvero apprezzare. I due arcade si pongono come la parte migliore della raccolta, seguiti dalle conversioni per SNES e Mega Drive, mentre il picchiaduro Tournament Fighters oggi come oggi dice poco e gli episodi a 8 bit sono pieni di limitazioni che li rendono difficilmente digeribili.

PRO

  • Una raccolta completa per i fan delle Tartarughe Ninja
  • I due arcade e gli episodi per SNES e Mega Drive ancora reggono
  • L’hub dedicato ai materiali è ricco di curiosità

CONTRO

  • Gli episodi per NES e Game Boy sono molto limitati
  • Tre versioni di un picchiaduro a incontri dimenticabile
  • I giochi si completano abbastanza in fretta

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