Al fischio d’inizio manca poco. Intanto, però, la Serie A prova a guarda già al 2029. Meglio muoversi in tempo per evitare di rimanere con l’acqua alla gola. È successo in passato e dalle parti di via Rosellini quelle situazioni vogliono essere tenute il più lontano possibile.

Sabato 22 agosto riparte il campionato, Dazn accenderà lo streaming su tutte le 380 partite e Sky ne trasmetterà 114. È il copione televisivo che accompagnerà il calcio italiano ancora per tre stagioni. Ma nei palazzi della Lega, come detto, ci si prepara già al passo successivo. Perché dovrebbe partire in autunno la gara per i diritti dal 2029 al 2034. E lì si capirà quanto vale davvero, per Tv e piattaforme, la Serie A. E se e quanto altri soggetti – leggi i colossi media che si stanno affacciando in Europa: Amazon , Paramount Skydance, Disney e Netflix in primis – vorranno investire sul calcio italiano.

La macchina si è messa in moto. Le linee guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi delle cinque stagioni dal 2029-30 al 2033-34 sono al vaglio delle Authority: Antitrust e Agcom hanno avviato le verifiche sul documento. Resta la no-single-buyer rule, dunque niente esclusiva per un unico operatore, mentre viene formalizzata la possibilità della co-esclusiva. E ricompare, come extrema ratio se le offerte non fossero soddisfacenti, il canale a pagamento della Lega.

Non è una partita secondaria. Il ciclo domestico 2024-29 ha portato nelle casse del calcio italiano circa 900 milioni di euro l’anno: 700 milioni da Dazn e 200 da Sky. Meno dei 927,5 milioni medi del ciclo precedente, anche se l’accordo con Dazn contiene un meccanismo di revenue sharing che può, in teoria, aumentare l’incasso della Lega. L’altra frontiera è l’estero. E qui la Lega Serie A si è affidata a Jp Morgan, con cui sono in corso interlocuzioni sul dossier dei diritti internazionali. A quanto risulta al Sole 24 Ore, a fine settembre l’advisor presenterà in Lega i primi risultati del lavoro. Oggi l’estero porta circa 250 milioni l’anno.

Nel frattempo il presente resta nelle mani di Dazn e Sky. La prima ha annunciato ieri nuovi show, contenuti Originals on demand, approfondimenti vodcast e funzionalità interattive, con la app che resterà accesa sette giorni su sette. Dazn ha i diritti di trasmissione di tutte le 380 partite, sette delle dieci gare di ogni giornata in esclusiva. Sky ne propone tre in co-esclusiva. Due modelli diversi: per la realtà streaming di Access Industries la Serie A è il cuore dell’offerta in Italia; per Sky è una componente di un portafoglio che comprende anche le coppe europee e altre discipline. E, per il calcio, l’avere il Como in Champions e Milan e Juve in Europa League rappresenta una novità che potrebbe anche portare acqua al mulino della media company di casa Comcast.

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