Il pericolo della crescita della diffusione della sifilide investe anche l’Italia. La denuncia dell’infettivologo Matteo Bassetti affidata a un post su Instagram, mette in guardia su “un allarme a livello mondiale per quanto riguarda la sifilide”. L’allarme in questo momento, ha denunciato, riguarda anche l’Italia, dove “c’è un aumento impressionante di casi soprattutto tra i più giovani, parliamo anche di 15-16-17enni”.

Le infezioni registrate in Europa

I dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), aggiornati al 2023, indicano un aumento diffuso dei casi, con Spagna e Germania in testa per numeri assoluti (oltre 10mila e 9mila infezioni), seguite dall’Italia con 2.538 diagnosi.

Se si guarda però all’incidenza sulla popolazione, la geografia cambia: Lussemburgo e Malta guidano la classifica, mentre l’Italia scivola al diciannovesimo posto con 4,3 casi ogni 100mila abitanti. Un dato che non deve comunque rassicurare. Dopo una fase di relativa stabilità tra il 2006 e il 2015, infatti, nel nostro Paese le infezioni sono tornate a crescere con continuità dal 2016, interrotte solo temporaneamente dagli effetti della pandemia.

A preoccupare è soprattutto l’aumento tra i più giovani: nella fascia tra i 15 e i 24 anni i casi sono quasi raddoppiati in un solo anno, passando da 129 a 234. La maggior parte delle diagnosi riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, ma la diffusione interessa anche la popolazione eterosessuale.

Il punto sulla ricerca

Da Seattle il ricercatore italiano dell’Università di Washington, Lorenzo Giacani, che guida il principale laboratorio di studio sulla sifilide chiarisce trend e potenziali rischi.

Condividere.
Exit mobile version